
Tre gruppi di persone li rivendevano, proprio grazie alle frodi fiscali, a prezzi inferiori a quelli di mercato in Lombardia e altre dieci regioni italiane (Piemonte, Veneto, Marche, Lazio, Emilia Romagna, Liguria, Abruzzo, Puglia, Toscana e Campania). Gli indagati utilizzavano vari schermi societari, le cosiddette “teste di legno”, di fatto privi di strutture operative e di consistenza economica, cui venivano accollati i relativi debiti tributari.
L’operazione nasce da un’analisi di dati e notizie acquisite anche presso il Dipartimento dei trasporti terrestri di Milano ed e’ stata coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura di Monza. Sono state denunciati 68 imprenditori per vari reati tributari connessi all’emissione e all’ utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e al falso documentale. Le vetture, che in molti circostanze erano quasi a ‘chilometri zero’, molto spesso venivano trasportate una alla volta dall’estero e il loro pagamento avveniva in contanti al fine di rendere piu’ difficoltose eventuali indagini.

