
“La Bonettini scorda colpevolmente – prosegue l’Assessore Severi – che per poter intervenire con fatti concreti volti alla liberazione delle donne in condizioni di segregazione bisogna conoscere il problema e la sua dimensione e a Sassuolo, vista la tensione immigratoria, bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Nessuno deve credere di poter applicare la sharia in Italia.
La miopia politica della Bonettini, così come di certa sinistra a livello nazionale, che continua a nascondere la testa sotto la sabbia per non dover essere costretta ad intervenire, si commenta da sola. Basta con questo multiculturalismo ideologico e propagandistico e avanti con azioni concrete volte a liberare le donne vittime di violenze e di soprusi, dettati da certi precetti religiosi islamici.
Un’Amministrazione comunale – prosegue Claudia Severi – non può e non deve rimanere indifferente di fronte a chi rende schiave segregate donne e madri di famiglia che vivono sul nostro territorio, donne alle quali è impedito ogni contatto sociale e perfino la conoscenza della nostra lingua.
Occorre agire per bloccare alla radice la proliferazione di ghetti e realtà famigliari in cui vigono i precetti di una religione e di una cultura per molti aspetti radicalmente incompatibili con le nostre leggi e con la nostra Costituzione; ma per agire è necessario prima conoscere a fondo il problema: in questo senso l’indagine che ho intenzione di effettuare è fondamentale.
Se invece questo – conclude l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sassuolo Claudia Severi –e l’Islam che Susanna Bonettini vuole importare e al quale vuole permettere di radicarsi noi diciamo: no!”

