
Fra i progetti che attualmente impegnano l’associazione, c’è il progetto per la comunità di Quihà Makallè di una stalla con allevamento di bovini come alternativa alla pastorizia finora praticata e per fornire latte alle oltre quattrocento persone che sono quotidianamente da sfamare, che gravitano attorno all’ospedale e alle attività sociali che vi si svolgono. La stalla si aggiunge al sistema di conservazione di frutta e verdura (realizzato negli anni scorsi per conservare i prodotti agricoli e iniziare lo sfruttamento dei fichi d’india, papaja e arance), al panificio, al pastificio, al laboratorio di maglieria, alle scuole di ceramica, di falegnameria, di sartoria, l’allevamento di galline.
A Garbo oggi funzionano un ambulatorio, attivo 24 ore su 24, una scuola materna e elementare, un campo agricolo dotato di pozzo, pompa e centralina elettrica a gasolio. Qui sono stati consegnati un forno, un mulino e attrezzature per la trasformazione di pomodori e verdure, insieme a un trattore. I volontari di Hewo Modena trascorrono periodi presso le comunità per insegnare a usare le macchine, a ripararle, a condividere il tentativo di impiantare una agricoltura capace di offrire lavoro e sostentamento alla comunità. Ai momenti formativi partecipano anche persone dei villaggi vicini, così che di fatto è nata una scuola di agricoltura.
Hewo Modena, i coniugi Travaglino e le comunità locali sono oggi impegnate nello sforzo più grande: creare in loco forme aggregative e una cultura di cooperazione che sappia davvero determinare una crescita di autonomia, con una declinazione del volontariato che non è più introdotta dall’esterno, ma diventa ricchezza ed espressione della comunità. Qualcosa già si muove. A Makallè c’è già un’associazione di giovani volontari che vanno nei villaggi per aiutare le madri in difficoltà. “Aiutiamoli ad aiutarsi” dicono all’Hewo. Occorrono i beni materiali, occorrono le cose, ma c’è altrettanto bisogno di cultura, sapere, conoscenza e sono cose che non si esportano, ma si condividono.

