“Da anni milioni di tonnellate di veleni di ogni tipo viaggiano in modo invisibile sulle autostrade italiane. In Italia negli ultimi dieci anni sono spariti nel nulla 174 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, buona parte inghiottiti nel nulla e trasformati in oro dalla criminalità organizzata”. La denuncia arriva da Festambiente, la manifestazione nazionale di Legambiente che si svolge a Rispescia, in provincia di Grosseto.”In Italia – denuncia ancora Legambiente – solo se si considera la differenza tra la quantità di rifiuti speciali prodotta e quella complessivamente gestita, in dieci anni sono scomparsi nel nulla 174 milioni di tonnellate di rifiuti. O meglio quantità di rifiuti certamente prodotti, ma di cui non si hanno notizie né di attività di recupero, né di corretto smaltimento. Questo è quanto emerge dall’elaborazione di Legambiente dei dati disponibili sui quantitativi di rifiuti speciali prodotti e di quelli effettivamente gestiti negli ultimi dieci anni secondo i dati forniti dal rapporto rifiuti dell’Istituto superiore della protezione e ricerca ambientale”. “Milioni e milioni di tonnellate di veleni che viaggiano sui tir lungo le nostre autostrade e vengono sversati ormai in tutto il territorio nazionale, nessuna regione esclusa – prosegue Legambiente – E che continuano ad alimentare le casse della rifiuti Spa, avvelenata da una cinica rete criminale trasversale, che pensa solo a riempire le proprie casse. Un business di circa 7 miliardi di euro all’anno gestito da 39 clan che come spietati killer iniettano veleni micidiali, diossina, cadmio, arsenico, piombo, nelle nostre campagne, nelle cave, nell’impasto del cemento che entra nelle nostre case, nei sottofondi stradali e nei fiumi”.”Sui rifiuti – ha commentato Enrico Fontana, direzione nazionale Legambiente – non c’è clan che non ci abbia messo le mani, o che non ce le stia per mettere. E non è solo una questione di criminalità mafiosa. I profitti sono così alti che c’è posto per tutti. Niente di strano – aggiunge Fontana – se l’alleanza strategica fra le mafie e i colletti bianchi ha trovato in questo settore la sua ideale sintesi. Per questo motivo impedire l’uso delle intercettazioni telefoniche per questi reati è un atto gravissimo che avrà gravi ripercussioni sulla lotta alla criminalità ambientale”. Dal 2002, anno di entrata in vigore del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono salite a 123 le operazioni giudiziarie portate a termine contro i ‘signori dei veleni’, raggiunti da ben 798 ordinanze di custodia cautelare, con 2.328 persone denunciate e 564 aziende coinvolte.

 

Fonte: Adnkronos