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Piano di ‘pronto intervento’ per le scuole in caso di focolai di infezione da virus A/H1N1

sanitaI consigli degli esperti per evitare il contagio fra i banchi.

La strategia? Gli istituti italiani dovrebbero pensare a stanze di isolamento e mascherine, mentre a poco servirebbe posticipare l’inizio dell’anno scolastico. Parola dei virologi dell’Associazione italiana per la ricerca sui virus (Airv), che suggeriscono: “Le scuole aprano regolarmente. Non e’ consigliabile, al momento, ritardarne l’apertura o disporre la chiusura degli istituti livello nazionale”.Oggi non ci sono condizioni che giustifichino un inizio ‘in ritardo’ delle lezioni, affermano. “Si puo’ invece prendere in considerazione una scelta simile a livello locale a seconda del ritorno dell’epidemia di virus H1N1 e delle sue caratteristiche, come la gravita’ dei sintomi e la velocita’ di diffusione”. E’ questa, riassume in una nota Alessandro Ripalti, virologo dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e presidente dell’Airv, la raccomandazione in cima alla lista di regole d’oro da seguire per evitare la diffusione del contagio fra i banchi di scuola. Gli esperti sottolineano che “le scuole dovrebbero ricevere linee guida chiare e praticabili dal ministero dell’Istruzione, universita’ e ricerca su come ridurre al minimo la diffusione del virus inflenzale H1N1”. Su questo fronte l’Airv “adotta le raccomandazioni emanate dai Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti” e suggerisce di applicarle.

Ecco le piu’ importanti:

INFORMAZIONE: Gli studenti e gli insegnanti dovrebbero essere informati sulla natura dell’influenza, sui modi di trasmissione e sulle pratiche di prevenzione dell’infezione.

STARE A CASA SE MALATI: Studenti e insegnanti malati dovrebbero rimanere a casa per un giorno in piu’ dopo la remissione dei sintomi influenzali, come la febbre, anche se stanno prendendo farmaci antivirali.

INTERVENIRE PRECOCEMENTE: Se si sospetta un caso di influenza, la persona colpita dovrebbe contattare un medico al piu’ presto. Le persone ad alto rischio (donne gravide, o persone affette da malattie croniche come asma o diabete) dovrebbero assumere farmaci antivirali al piu’ presto per ridurre il rischio di malattia grave o prolungata.

ISOLAMENTO DEI MALATI: Le scuole dovrebbero dotarsi di un piano d’intervento nel caso si manifestino focolai d’infezione da influenza, prevedendo una stanza dove isolare gli individui che stiano mostrando segni di malattia influenzale, in attesa di essere accompagnati a casa. Dovrebbero anche avere un piano di sostituzione del personale, soprattutto quello che occupi posti chiave e l’eventuale personale sanitario. E’ raccomandato l’uso di mascherine per studenti e docenti malati e per coloro che se ne prendono cura.

IGIENE: Studenti e insegnanti dovrebbero praticare una buona igiene personale anti-influenza, lavandosi spesso e accuratamente le mani, e coprendosi naso e bocca in caso di starnuti o colpi di tosse, possibilmente con fazzoletti di carta o, in mancanza d’altro, con la manica del proprio indumento.

PULIZIA DI ROUTINE: Gli addetti alle pulizie della scuola dovrebbero pulire di routine e con i detergenti usuali tutte le aree che gli studenti e lo staff della scuola toccano spesso. Non e’ necessario intervenire con prodotti speciali.

GARANTIRE LA CONTINUITA’ DELL’ISTRUZIONE: L’educazione degli studenti malati dovrebbe continuare in casa, attraverso il telefono, pacchetti di compiti mirati e lezioni in rete.

“Nel caso la pandemia riprendesse con un carattere piu’ grave – concludono gli esperti – allora sarebbe opportuno adottare ulteriori raccomandazioni: prima di tutto, i genitori dovrebbero controllare la presenza di sintomi influenzali sui propri figli ogni mattina, e tenerli in casa nel caso abbiano febbre”.

Gli studenti andrebbero controllati anche all’arrivo a scuola.

Se qualsiasi membro della famiglia di uno studente si ammala di influenza, proseguono, lo studente dovrebbe essere tenuto a casa per 5 giorni dal momento in cui si sono manifestati i sintomi. “Sarebbe bene inoltre aumentare le distanze tra i banchi della classe, e sospendere le lezioni che raggruppano studenti di classi diverse, portare il periodo di assenza da scuola a 7 giorni, anche se nel frattempo i sintomi sono scomparsi, e chiudere le scuole dopo aver attentamente valutato i rischi e i benefici per gli studenti e la comunita’”.

Le scuole, secondo le raccomandazioni, “dovrebbero rimanere chiuse per 5-7 giorni, e quindi i responsabili dovrebbero rivalutare l’opportunita’ o meno di riaprire la scuola. Come regola generale e’ ragionevole prevedere che chiudano solo quelle scuole con un elevato numero di studenti a rischio o colpiti dall’influenza.