
Nella ricerca, condotta secondo criteri qualitativi e non quantitativi, l’antropologo ha inizialmente contattato circa 60 stranieri residenti in zona Tempio, individuando poi alcune persone che, per il loro ruolo all’interno della comunità di appartenenza o per la loro storia di migrazione potevano essere particolarmente rappresentative. Dai ripetuti colloqui di Contini con queste persone emerge un’ambivalenza del fenomeno migratorio: da una parte coloro che vivono Modena soprattutto come luogo di lavoro, senza conoscerne gli spazi pubblici e i servizi, dall’altra invece alcuni casi di stranieri molto inseriti nel contesto sociale, con numerosi rapporti professionali e di amicizia anche con modenesi, e comunque conosciuti e integrati anche al di fuori della comunità di origine. È più integrato, in genere, chi anche nel paese d’origine viveva in un contesto urbano, e magari è arrivato in Italia avendo già un titolo di studio o un buon livello di istruzione. Per le donne, un formidabile strumento di integrazione risultano essere proprio i figli, per la cura dei quali si comincia a uscire di casa e interagire con altre madri, con la scuola o con i servizi comunali. Ed è proprio sui ragazzi nati in Italia da genitori stranieri che, secondo la ricerca, le amministrazioni dovrebbero investire, in modo da consolidare in loro un senso di appartenenza alla città di Modena che per tanti motivi è molto più forte di quello dei genitori. Un altro nodo cruciale per migliorare i livelli di integrazione sembra essere la formazione, sia per i cittadini, per fare conoscere loro i servizi pubblici cui hanno diritto di accedere, sia per gli imprenditori stranieri, ad esempio i gestori di negozi cosiddetti etnici, sulle regole da rispettare in materia di commercio, igiene e rispetto della quiete pubblica.
La Zona Tempio, sulla quale negli ultimi anni il Comune di Modena ha investito sia dal punto di vista della riqualificazione urbanistica sia sostenendo gli esercizi commerciali, ha circa 2100 residenti suddivisi in circa 1000 famiglie. Il 24,5% delle persone residenti è di origine e cittadinanza straniera. Se si guarda al complesso del Comune di Modena, la percentuale di residenti stranieri nel 2008 era del 12,8%. Gli stranieri provengono in prevalenza da Marocco (la comunità più numerosa dal 1991 ad oggi), Tunisia, Ghana, Turchia, Nigeria, Filippine. Negli anni sono aumentati i flussi migratori dall’est Europa, prima dall’Albania, poi da Romania, Moldavia e Ucraina.

