cinemaArrivano da Italia, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e poi da Mozambico, Senegal, Cina, Palestina, Rwanda, Tunisia, Uzbekistan, Bolivia e Messico, i 35 documentari e cortometraggi in concorso al Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema sociale promossa dalle organizzazioni non governative Cospe e Gvc, in programma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2009 al Cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino 65, ingresso gratuito).

Giunto alla terza edizione, il Terra di Tutti Film Festival darà voce e spazio, senza censure e pregiudizi, alle produzioni di registi indipendenti e giovani videomaker, selezionate dagli esperti di Cospe e Gvc tra gli oltre 140 film iscritti al concorso.

“Quest’anno puntiamo molto sulla forza e sulla potenza delle immagini – dicono i direttori artistici del festival Stefania Piccinelli dell’ong Gvc e Jonathan Ferramola dell’ong Cospe -. I 35 film in concorso raccontano storie troppo spesso taciute, ma che meritano di essere raccontate. Sono storie di lotta, di sopravvivenza, di povertà, di conflitti dimenticati. Storie di vita nelle tante ‘periferie’ del mondo, quelle vicine come Lampedusa o il quartiere Pilastro di Bologna, e quelle più lontane come la frontiera tra Messico e Stati Uniti, le città fantasma su quello che rimane del lago d’Aral o le campagne di India e Sri Lanka dove i contadini lottano contro lo strapotere delle multinazionali agroalimentari. Va sottolineato – aggiungono -, come i film in concorso siano tutti low-budget, girati esclusivamente in digitale tanto che il loro costo complessivo è pari a quello di una piccola produzione italiana”.

Attraverso 40 ore di proiezioni (in programma tutti i giorni, con inaugurazione giovedì 8 alle ore 20), verranno così affrontati temi come le migrazioni, le guerre, lo sviluppo sostenibile, il diritto al cibo e all’acqua, con il confronto tra quanto avviene in Europa, Asia, America centrale, Africa occidentale e paesi sahariani. Come ogni anno, Terra di Tutti Film Festival offrirà poi incontri con gli autori, musica dal vivo, dj-set, presentazioni di libri e anche uno stand di prodotti biologici organizzato insieme a Slow Food. Una festa, che si terrà venerdì 9 al Tpo, sarà dedicata ai giovani e alle culture underground di tutte le latitudini, con proiezioni speciali e un concerto hip-hop che porterà insieme sul palco rapper marocchini e italiani.

Il festival si concluderà nella serata di domenica 11 con la proiezione fuori concorso del documentario (censurato a Parma) Il mio nome è Emmanuel e con le premiazioni a cui parteciperanno la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti e Maria Giuseppina Muzzarelli, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore Europa, cooperazione internazionale e pari opportunità. Una giuria di qualità sceglierà i due premi per la migliore produzione italiana e per la migliore produzione straniera, mentre, per la prima volta, il Consiglio degli stranieri della provincia di Bologna assegnerà un premio speciale intitolato a Cheikh Sarr, il giovane senegalese morto in mare per salvare un turista, a cui nel 2004 il presidente Ciampi ha conferito medaglia d’oro alla memoria al merito civile.

Da quest’anno, le giornate di cinema sociale saranno arricchite dai convegni, le mostre fotografiche e gli appuntamenti culturali della terza edizione di “La terra nelle nostre mani”, il festival della cooperazione internazionale organizzato da Coonger, il coordinamento delle ong dell’Emilia-Romagna (www.coonger.org). Dedicato al diritto dei popoli alla sovranità alimentare, il festival della cooperazione si aprirà giovedì 8 alle ore 10 (Facoltà di Scienze Politiche, strada Maggiore 45) con il seminario “Un’economia alternativa per una società più inclusiva”, in cui saranno presentate le più significative esperienze di economia solidale realizzate in Italia e Brasile, per concludersi, sabato 17 ottobre in piazza Maggiore, con lo “Stand up Take Action!”, la mobilitazione internazionale per spingere i governi ad agire contro la povertà e per il raggiungimento degli Obiettivi del millennio.