universita-bologna“Le deleghe che ho conferito sono deleghe reali. Io farò l’allenatore di questi undici, a loro spetterà tirare i rigori e fare gol”. Parola di Ivano Dionigi, neorettore dell’Università di Bologna, che ha presentato alla stampa la nuova squadra che lo affiancherà alla guida dell’Alma Mater, composta da undici persone, sette uomini e quattro donne.Prorettore vicario sarà l’ingegnere meccanico Emilio Ferrari, prorettore alle sedi decentrate lo psicologo del lavoro Guido Sarchielli, prorettore delegato alla ricerca l’ex sfidante Dario Braga, e infine alla didattica e formazione il preside di economia Gianluca Fiorentini, che sarà anche coordinatore della giunta d’ateneo. A questi si aggiungono altri due delegati rettorali: lo psicologo Roberto Nicoletti, che si occuperà di studenti e sarà anche il portavoce della giunta, e la ricercatrice Carla Salvaterra alle relazioni internazionali.

Oltre a prorettori e delegati, designati ieri con decreto dallo stesso Dionigi, questa mattina senato accademico e consiglio di amministrazione hanno eletto, su proposta del rettore, i presidenti delle sei commissioni permanenti. Alcuni sono nomi nuovi, altri sono conferme di presidenti dimissionari “ma non c’é nessuna proroga – ha precisato Dionigi – tutti i nomi sono mie proposte”. Alla commissione bilancio continuerà a sedere Sandro Sandri, la commissione edilizia andrà invece al vicario Emilio Ferrari, Ornella Montanari resta in quella per il personale tecnico amministrativo, Maurizio Sobrero guiderà la commissione ricerca, il prorettore Fiorentini quella della didattica, e Carla Faralli sarà ancora presidente della commissione per i rapporti con le istituzioni esterne. Altra donna eletta in giunta è il professore di chimica farmaceutica Anna Minarini.

Il rettore proporrà che la giunta le deleghi i rapporti tra organi accademici e apparati amministrativi. “Al centro dell’attività – ha spiegato Dionigi – ci saranno le due missioni fondamentali dell’università: formazione e ricerca, al servizio delle quali sono sia i docenti sia l’intera amministrazione. Ma anche l’internazionalizzazione e i servizi agli studenti saranno potenziati. Davanti a noi c’é una traversata da fare – ha sottolineato – la riforma proposta dal ministro Gelmini, che andrebbe fatta comunque, e che prevede di ridurre le facoltà ad un massimo di dodici. Poi c’é il taglio del ministro Tremonti. Dobbiamo correre di più e perciò dobbiamo dimagrire, ma le risorse per il diritto allo studio restano un problema: servono soldi, ma soldi fitti”. Tra le priorità immediate, il bilancio da mettere in sicurezza, i rapporti con l’esterno, la riorganizzazione dell’amministrazione.

Poi un richiamo al clima di collaborazione necessario per progredire.”La campagna elettorale è alle spalle: non ci sono più concorrenti e avversari, ci sono solo professori, studenti e tecnici amministrativi che devono lavorare tutti per la stessa causa, perché uno da solo non ce la fa”. Infine, il rapporto con il sindaco di Bologna (e docente universitario) Flavio Delbono, su cui Dionigi è stato interpellato dai giornalisti: “Di me lui dice che sono il suo datore di lavoro e per me lui è il mio docente in congedo – ha scherzato – Siamo colleghi e questo aiuta”.