
Ma per Lavorino la corte bolognese ha dato credito ai due rapitori di Tommaso, Mario Alessi e Salvatore Raimondi, che “sin dall’inizio hanno mentito avvalendosi dello scaricabarile e di menzogne fini, abili e calcolate”. Rapitori che “continuano a nascondere verità importantissime per risolvere l’enigma (mandanti, regista e fiancheggiatori ed acquirenti della povera piccola vittima; azioni, comportamenti e patti segreti)”.
Per il criminologo “una persona innocente è in carcere da 2 aprile 2006, la verità sul rapimento e sulla morte del povero bambino è in parte ignota, qualche colpevole sta gongolando in libertà grazie alla sentenza de quo ed alle indagini imperfette di chi aveva l’obbligo di scoprire la verità dei fatti e invece si è fatto manipolare dal rapitore Raimondi”.

