
“Queste trappole non possono essere vendute in questi ambiti, neppure, come talvolta accade per le tagliole, come oggetti per arredo, visto che erano tutte funzionanti e quindi adatte ad un possibile impiego per catture vietate ed azioni di bracconaggio. Non dissimile la situazione a Guastalla, doveve sono state rinvenute in un podere tre trappole a molla di grosse dimensioni innescate e con all’interno le esche. In questo caso è stato chiesto l’intervento del Corpo Forestale dello Stato che ha proceduto al sequestro. Non lontano poi da queste trappole è stato rinvenuto un airone con la parte superiore del becco mancante, probabilmente ferito da una trappola. Catturato è stato trasportato a Parma al centro di recupero dell’avifauna”.
“Purtroppo – conclude Becchi – l’uso delle trappole è ancora i auge, tanto che ormai sono diverse quelle che abbiamo sequestrato. Sono comunemente in vendita anche presso negozi specializzati, ma non possono essere poste in campagna senza autorizzazione e con una targhetta identificativa, in quanto altrimenti trattasi a tutti gli effetti di bracconaggio. Spesso sono piccoli uccelli o volpi ad essere nel mirino di queste persone. Un ringraziamento particolare va al comandante Mugherli Luigi del distaccamento di Gualtieri del Corpo Forestale dello Stato che con i suoi uomini ci ha aiutato in questa operazione”.

