
“I figli del grande e democratico comunismo d’oriente – ha sottolineato Aimi – forse stanchi dell’oppressione cui sono sottoposti nel proprio paese d’origine (dove tutt’ora sono attivi migliaia di Laogai, veri e propri campi di concentramento e di lavoro forzato), si stanno inserendo nel nostro tessuto grazie anche alle porte spalancate che la sinistra ha lasciato volentieri aperte, in nome di un’accoglienza a 5 stelle garantita senza se e senza ma. Non bastava dunque la crisi ad affossare ulteriormente l’economia locale in affanno: ora anche i cinesi fanno la loro parte, inserendosi nel tessuto economico in barba ai principi che regolano il mercato del lavoro e non solo; ciò, con tutte le conseguenze del caso, grazie anche alla complicità della superficialità politica di coloro che mai si sono curati né preoccupati degli esiti disastrosi che prima o poi avrebbero iniziato a palesarsi. Nel ringraziare le forze dell’ordine, alle quali va il nostro sentito plauso per il loro operato che ha permesso ancora una volta di far venire alla luce situazioni di irregolarità a dir poco clamorose ( ma quante ce ne saranno ancora in giro per la provincia? ) siamo a ribadire che il periodo della tolleranza è finito. Utile quindi proseguire nell’attività di controllo e di bonifica di tutte quelle attività irregolari gestite da immigrati sul territorio, non solo ovviamente cinesi. Occorre una sterzata decisa , anche perchè – ha concluso Aimi – il conducente, di sinistra, di fronte anche a questi problemi non si e’ avveduto del fatto che, poco più avanti c’e’ il burrone”.

