
Tanti giovani e volontari impegnati nell’Alleanza, una rete che si sa sviluppando in tutta Italia, erano affiancati oggi nel corteo dai sindaci reggiani, fra i quali quello di Reggio, Graziano Delrio e calabresi, tra cui quello di Cutro, Salvatore Migale; dalla presidente della Provincia di Reggio, Sonia Masini, dal presidente della Regione Vasco Errani, dal presidente dell’Anpi Giacomo Notari, dal presidente della Camera di commercio di Reggio Enrico Bini, da parlamentari, esponenti politici, dell’Anci Emilia-Romagna, del sindacato e del mondo economico, della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, da suore e frati delle Case della Carità.
In piazza Prampolini, a conclusione del corteo, si sono svolti gli interventi istituzionali e dei promotori della Manifestazione, fra cui quelli del presidente del Comitato organizzativo Rita Bertozzi e del Consorzio delle cooperative sociali della Locride Goel, Vincenzo Linarello, degli stessi Delrio e Masini.

“Nessuno deve sentirsi escluso, nessuno può chiamarsi fuori da questo impegno – ha proseguito Delrio – C’è un metodo mafioso che vuole influenzare la nostra vita quotidiana, insidiare i nostri stili di vita. C’è un’eticità pubblica e privata da tutelare e affermare. Per questo dobbiamo essere esigenti prima di tutto con noi stressi”.
Il sindaco ha poi ricordato la firma, stamani a Reggio, di un Protocollo d’intesa contro la criminalità e per la legalità, a particolare garanzia del sistema economico, proposto dalla Camera di commercio reggiana e sottoscritto dalle Camere di commercio di Caltanissetta, Crotone e Modena: “Un segno importante, un impegno comune che va oltre i confini locali e propone ancora una volta il modello di una rete, per una lotta che deve accomunare tutto il Paese”, ha concluso Delrio.
“Non è un caso – ha detto fra l’altro Vincenzo Linarello, che il 25 Aprile 2008 ha ricevuto il Primo Tricolore dal sindaco Delrio, in segno di riconoscenza e fratellanza – che la prima Manifestazione del Primo Marzo fuori della Calabria si sia svolta a Reggio Emilia. I due territori sono più vicini, grazie all’azione di CoLoRe. E Reggio Emilia non ha ceduto alla rimozione del problema mafia, al tema della legalità: questi sono problemi che non riguardino la sola Calabria, ma tutto il Paese. Reggio ha attivato un Osservatorio civico, il cui contributo è molto prezioso. A Reggio la società civile, i Comuni, la Camera di commercio, tutti gli enti locali hanno ben presente il problema. Per questo auspico come ulteriore passo concreto che qui si faccia un Patto reggiano contro mafie e massonerie deviate. Voi siete pionieri, questa è la vostra responsabilità”.
“Sono tre – ha aggiunto Linarello – i cancri che ci affliggono in questo momento storico e da cui dobbiamo liberarci. Il primo è una logica passiva verso l’illegalità, e qui si ha invece una logica attiva della società civile verso le istituzioni, perché si ha la consapevolezza che tutti, ciascuno di noi, è Stato, è parte dello Stato. Il secondo cancro è la disperazione, che in Italia è diffusa spesso dai media, ma l’Italia è disseminata di vivai di speranza, basta girare il Paese, parlare con le persone e scoprire la ricchezza di speranza e civismo che le anima. Dobbiamo infondere la consapevolezza che ‘non siamo e non sono soli’. Il terzo cancro da cui liberarsi è il prendere decisioni pubbliche in luoghi privati, tipico delle massonerie deviate, e questo è inaccettabile”.
“La ‘ndrangheta – ha concluso Linarello – segue una carriera ben precisa infiltrandosi nei tessuti sociali ed economici: comincia con il narcotraffico, poi aggredisce gli appalti, il mercato immobiliare, il controllo delle transazioni, le imprese e alla fine la politica. Noi rifiutiamo questo, rispondiamo con fatti sorretti dalla speranza, che la più potente arma a nostra disposizione”.

