
Complessivamente con la pasta Libera Terra verranno serviti oltre 4.000 primi piatti per gli ospiti degli ospedali, gli operatori che usufruiscono delle mense e la refezione scolastica, per un totale di circa 4 quintali di pasta.
L’iniziativa è promossa da CIR food, Cooperativa Italiana di Ristorazione, che dal febbraio 2007 gestisce i servizi di ristorazione dell’Azienda USL di Bologna e dello IOR.
L’Associazione Libera, con il coordinamento di oltre 1.200 associazioni, gruppi, scuole e altre realtà territoriali, tra le quali Libera Terra, è riconosciuta dal Ministero della Solidarietà Sociale come associazione di promozione sociale. Sulle terre confiscate alla mafia, in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Lazio, le Cooperative sociali Libera Terra, formate da giovani imprenditori, producono prodotti tipici locali come pasta, olio, legumi, vino, farina, passata di pomodoro e ortaggi.
L’Azienda USL di Bologna, con una produzione di 2 milioni e 160 mila pasti all’anno, assicura il servizio di ristorazione anche per gli Istituti Ortopedici Rizzoli e per la refezione scolastica dei comuni di Bazzano e Loiano. Alimentazione e salute, impatto sull’ambiente, cura per gli aspetti legati alla sfera della socialità e delle relazioni, sono aspetti che l’Azienda considera prioritari nella realizzazione della ristorazione per ospiti e operatori, con particolare attenzione per gli effetti delle scelte di volta in volta operate.
La ristorazione ospedaliera, affidata a CIR food, offre prodotti biologici come latte, legumi, frutta e verdura, pasta di semola, riso, cereali come orzo e farro, polli, prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) della regione Emilia Romagna, IGP (Indicazione Geografica Protetta) e, come nel caso dell’iniziativa I sapori della legalità, che abbiano comunque un chiaro significato in termini di sostenibilità sociale.
Sul piano della sostenibilità ambientale, CIR food è impegnata, tra l’altro, nella promozione di filiere agroalimentari corte, come a Lojano dove utilizza in via sperimentale prodotti locali (carni di vitellone, pane, mozzarella, latte, ricotta vaccina, miele, ciliegie ect.) attraverso convenzioni con fornitori della zona. Ciò comporta distanze più brevi da luogo di produzione a luogo di consumo, un minor numero di soggetti impegnati nella filiera, trasporti più brevi con evidenti effetti positivi sull’ambiente. Stesso principio per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti organici, trasformati in composti da utilizzare come concimi.

