
«Va ribaltata l’impostazione classica dei bilanci comunali, che devono essere ridisegnati alla luce dei nuovi bisogni delle famiglie e delle persone. Sono anni che lo chiediamo, ma non siamo mai stati ascoltati. Sono stati accumulati gravi ritardi, adesso – continua Falcone – occorre agire velocemente, superando titubanze, resistenze e autoreferenzialità. Chiediamo agli amministratori locali di mettersi in discussione e trovare le soluzioni più adeguate predisponendo bilanci di comunità più coraggiosi e trasparenti. È vero che il governo non aiuta – ammette il segretario della Cisl -, ma questo non può diventare un alibi per non muoversi di fronte alle esigenze concrete delle famiglie». Per Falcone oggi la priorità è farsi carico degli ultimi, dare risposte a chi ha bisogno, offrire a tutti le stesse opportunità, evitare elemosine e guerre tra poveri.
«Non ci serve un welfare residuale, ma un sistema in grado di reggere ai cambiamenti. Una prima misura è l’addizionale Irpef: la Cisl chiede invano da anni di introdurre l’esenzione fino a 15 mila euro e la progressività a salire. Occorre ridistribuire i carichi fiscali secondo il principio costituzionale “chi ha di più contribuisca di più”, affinché i bilanci comunali siano più equi senza pregiudicarne l’equilibrio. Dobbiamo percorrere la strada dell’equità, unica condizione – conclude il segretario provinciale della Cisl – per continuare a garantire opportunità e servizi alle famiglie, ai lavoratori e ai pensionati».

