
«Questo Governo penalizza i Comuni montani – ha affermato Luca Gozzoli (Pd) nella presentazione – perché, anche se rispetto alla prima ipotesi sono stati ridefiniti i profili orografici, mancano comunque i finanziamenti». L’ordine del giorno è «strumentale» ha replicato Dante Mazzi (Pdl) perché «non tiene conto della genesi del provvedimento del Governo che si limita ad attuare quanto previsto dalla Finanziaria per il 2008 dell’ultimo governo Prodi. È stata quella legge – ha proseguito Mazzi – ad affidare alle Regioni il riordino delle Comunità montane e la riduzione, pari a un terzo, della quota di finanziamento a loro destinata».
Stefano Corti (Lega nord) ha sostenuto che «i finanziamenti alle Comunità montane vanno tagliati perché è giusto che le competenze tornino ai Comuni. Ma la montagna ci sta a cuore e faremo una battaglia interna per cambiare i parametri della legge» mentre Sergio Pederzini (Idv) ha sottolineato che «ancora una volta il Governo ha messo la fiducia su un provvedimento che invece si poteva concertare: è vero che i contributi erano stati dati largamente ma ora non è giusto ricorrere a tagli indiscriminati». Per Luca Ghelfi (Pdl) la riforma degli enti locali «è necessaria ed è importante che sia cominciata. È vero che il territorio subisce dei tagli ma bisogna fare i conti con bilanci non più sostenibili». Anche per Fabio Vicenzi (Udc) il tema vero «è il riordino del sistema istituzionale che porti a risposte serie per i cittadini. È giusto contestare il Governo – ha poi aggiunto il consigliere – ma bisogna riconoscere quando fa passi indietro: l’ordine del giorno andava modificato». Per Livio Degliesposti (Lega nord) è giusto che «i finanziamenti per le piste da sci vadano dove la neve resta più a lungo. Va bene quindi che non vengano più a Zocca ma in cambio dovrebbero esserci finanziamenti per le attività che ci caratterizzano».

