
Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità il regolamento del Difensore Civico dell’Unione, una nuova figura che verrà presto istituita dopo che la Finanziaria ha cancellato questa dall’ordinamento relativamente ai centri con meno di centomila abitanti, nell’ambito dei provvedimenti che puntano a realizzare minori costi della politica. Il Difensore Civico dell’Unione garantirà un servizio ai 103 mila cittadini della stessa e il regolamento che lo norma si occupa di prevedere modalità di elezione, i requisiti richiesti, le funzioni, le indennità e i rapporti con il Consiglio di questa figura.
Discusso mercoledì scorso anche il Piano Attuativo 2010 del Piano di Zona per la salute e il benessere sociale 2009-2011 di Azienda Usl e comuni dell’Unione: si tratta di un documento con ben 214 schede, definito in accordo tra Azienda Usl, Comuni, Provincia, Unione, collegato con piani e progetti regionali e che definisce la programmazione in campo sociale e sanitario nel distretto che comprende Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera. La Presidente dell’Unione Stefania Zanni ha illustrato le principali caratteristiche del Piano, che prevede risorse per 40 milioni di euro, il 5-6% in più di quello 2009 grazie a finanziamenti straordinari della Regione, e consolida attività già avviate senza rifinanziare nuovi progetti. L’assessore Schena si è diffuso dal canto suo su alcuni dei temi strategici su cui il Piano interverrà, dal sostegno all’handicap ai disturbi specifici dell’apprendimento, dalle iniziative a favore della genitorialità al Progetto Città amica dei bambini e delle bambine. E dopo che i consiglieri del Pd Marco Bagnoli e Matteo Mantovani e dei Riformisti Riccardo Bassi si sono detti soddisfatti di quello che è stato definito “un manifesto dell’alto livello di qualità dei servizi del territorio” e il consigliere PdL Roberto Benatti invece ha chiesto più flessibilità per spostare fondi da un progetto all’altro, al momento del voto il Piano è stato approvato dai gruppi Pd, Riformisti, Verdi, Sinistra per le Tda e Idv, con il voto contrario della Lega nord Padania e l’astensione di PdL e Mario d’Ambrosio.
La discussione è poi proseguita in aula con la presentazione di tre ordini del giorno su tematiche legate alla scuola. Alice Goldoni (Pd) ne ha letto uno sul tetto del 30% di alunni stranieri per classe ed Elena Borghi (Pd) ha fatto lo stesso con un documento che lamentava invece i tagli di risorse e di personale alla scuola pubblica di ogni ordine e grado. Entrambi gli ordini del giorno erano firmati oltre che dalle due presentatrici anche dalle consigliere Pd Cocozza, Depietri e Gasparini. Roberto Benatti (PdL) ha invece siglato e presentato il terzo, sempre sul tetto del 30%. Il dibattito su questo argomento è stato molto sentito e si sono ascoltate nell’aula del Consiglio dichiarazioni anche molto infiammate, con reciproci scambi di accuse tra maggioranza e minoranza su chi dovesse portare le responsabilità delle difficoltà nelle quali si trova la scuola italiana in carenza di risorse ed investimenti, sulla professionalità degli insegnanti e il peso crescente che stanno assumendo le presenze di bambini e ragazzi stranieri nelle aule anche dell’Unione. I primi due ordini del giorno sono stati poi votati dai gruppi Pd, Verdi, Sinistra per le Tda e Idv, con il voto contrario della Lega nord Padania e del PdL. Il terzo documento, quello di Benatti, è stato invece approvato da Lega nord Padania e PdL, ma non dai gruppi Pd, Verdi, Sinistra per le Tda e Idv.

