
Stamattina, al Teatro Astoria, sul palco erano presenti l’Assessore alla Cultura del Comune di Fiorano Annalisa Lamazzi, il Presidente del Comitato Fiorano in Festa Gian Carla Moscattini, il rappresentante di Lapam Federimpresa Amedeo Genedani, e il giornalista Roberto Armenia, coordinatore di tutti gli incontri della rassegna. Nell’introdurre l’ospite tutti hanno voluto sottolineare l’importanza di poter ascoltare e di poter porre delle domande ad un esperto del suo calibro, e di poter avere più chiarezza su casi, come quello di Cogne, dei quali si è parlato tanto ma senza mai riuscire ad avere informazioni coerenti l’una con l’altra.
Armenia ha aperto l’incontro chiedendo al Generale come è nato il libro, e Garofano ha “confessato” di averlo scritto come una specie di psicoterapia, perché per ben 6 anni lui e il suo team di lavoro presso il R.I.S. di Parma sono stati additati come incapaci, mentre hanno sempre agito con il massimo rigore e senza pregiudizi nei confronti di nessuno. “La cosa più triste è stata dover assistere ad attacchi gratuiti” – dice Garofano – “ma anche alla continua presenza in tutti i media dell’avvocato Taormina, che ci osteggiava in continuazione. Ho scritto questo libro per far sapere all’opinione pubblica ciò che non ha mai saputo su questo caso”. Il primo problema affrontato nel libro è l’uso strumentale della mediaticità. Secondo Garofano la difesa ha usato i media per diffondere solo la sua verità. Quando, in 1° grado, il perito tedesco confermò le analisi effettuate dagli uomini del R.I.S. sostenendo che l’assassino agì in mezzo al letto e non di fianco e che l’assassino, al momento dell’omicidio, indossava il pigiama, in conferenza stampa la difesa affermò che finalmente era giunto il giorno della loro vittoria, nonostante la dimostrazione di erroneità delle loro tesi.
Il Generale Garofano ha tenuto a specificare di non aver mai avuto nessun tipo di antipatia nei confronti della signora Franzoni, ma che l’opinione pubblica deve riuscire ad accettare che gli infanticidi operati dalla madre esistono, e se ne hanno tantissimi esempi.
Il secondo problema affrontato nel libro “Il processo imperfetto” è la mancanza, in Italia, di un sistema in grado di valutare il livello di preparazione degli esperti, che vengono spesso nominati più per il loro nome che per le loro conoscenze specifiche. Per rimanere all’interno del tema “caso Cogne”, si può parlare di quando, per effettuare le analisi di distribuzione delle macchie di sangue, chiamate B.P.A., la difesa ha nominato degli esperti che non si sono mai occupati di questo tipo di analisi, o di quando uno dei più famosi medici legali del mondo ha analizzato i reperti e le macchie di sangue solo dalle fotografie, o di quando, dopo il 1° grado, degli esperti svizzeri hanno studiato nuovamente il luogo del delitto e hanno trovato nuove impronte che dopo 6 mesi si sono scoperte essere loro. Secondo Garofano, per risolvere questo tipo di problemi, l’Italia avrebbe bisogno di un istituto nazionale preposto al controllo del grado di preparazione degli esperti.
Per concludere l’incontro il Generale ha parlato di un altro problema che affligge il nostro Paese, e cioè della spettacolarizzazione di delitti e processi. Ormai sono più importanti e più seguiti i processi che si svolgono in tv, nei programmi di approfondimento e nei giornali che quelli reali che si tengono nei tribunali, e questo perché il crimine è diventato business, chiacchiericcio, gossip, senza rispetto per chi, come lavoro, ha deciso di sconfiggere il crimine tramite professionalità, competenza, preparazione e impegno.
Domenica 23 maggio, sempre alle 11 al Teatro Astoria, sarà presente Padre Anthony Elenjimittam, unico discepolo vivente del Mahatma Gandhi. Monaco dell’ordine domenicano e sacerdote fin dal 1939, è guida spirituale, scrittore e conferenziere. Per tutta la sua vita si è dedicato, e continua a dedicarsi, all’unità di tutte le religioni, andando oltre le barriere del dogmatismo e del bigottismo, portando tra Oriente ed Occidente il messaggio ecumenico che gli fu affidato personalmente da Gandhi e confermato in seguito da Papa Giovanni XXIII, suo caro amico. Padre Anthony presenterà il libro “Il Vangelo della purezza” (Sat Cit Ananda) ed affronterà il tema “La vocazione spirituale del mondo d’oggi nel suo disperato bisogno di comprensione e di fratellanza”. Coordinerà l’incontro il giornalista Roberto Armenia.

