
Questi gli importanti numeri della variante: quasi 70mila metri di aree verdi acquisite dal Comune; 50mila metri quadrati di superficie destinati ad uso residenziale; oltre 50mila metri quadrati di superficie destinati a fini produttivi.
“E’ importante sottolineare – continua Montanari – che tramite le 26 varianti di destinazione d’uso approntate è stato posto in atto un ridisegno del territorio che trasferisce diritti di edificabilità da zone che riteniamo “problematiche“ ed improprie a zone in cui le nuove costruzioni risultano sicuramente più accettabili”.
Fondamentale poi il concetto espresso dal primo cittadino: “Castelvetro è un territorio largamente tutelato e vincolato e tale vogliamo continui ad essere, non c’era, non c’è, non potrà esserci alcuna volontà di mancanza di controllo sulle attività edilizie dei privati. Siamo del tutto consapevoli che è necessario continuare a costruire con qualità, con altezze contenute , secondo tipologie edilizie consone. Nello stesso tempo, Castelvetro non deve neanche diventare un “paese dormitorio“, né un paesaggio da cartolina immutabile. Deve, al contrario, continuare ad essere una realtà integrata, ricca di attività produttive ed insediamenti urbani, com’è sempre stato”.

