
Il CTP modenese è una delle migliori strutture in Italia che si occupa di istruzione e formazione per adulti. Si rivolge a chi vuole riprendere gli studi, a disoccupati o persone in cerca di occupazione che non hanno finito la scuola dell’obbligo, a stranieri regolari che vogliono imparare o perfezionare il loro italiano. Insomma, a italiani e stranieri che vogliono migliorare la loro condizione, integrarsi, avere una chance in più. A questa gente, ai più deboli, a chi ha meno strumenti il governo manda a dire: arrangiatevi.
Forse l’unica colpa del CTP di Modena è quella di organizzare corsi di formazione nella casa circondariale o di insegnare l’italiano a centinaia di stranieri. E, si sa, con la Lega che detta legge nel governo, tutto quello che sa di galera o di immigrazione va colpito, cancellato, nella migliore delle ipotesi ignorato.
Non era la destra a chiedere che gli immigrati, per potersi integrare e aspirare un giorno a diventare italiani, avrebbero dovuto prima imparare la nostra lingua, accettare i nostri costumi, rispettare le nostre leggi? Era, una volta tanto, una richiesta ragionevole, legittima. Niente da fare. Alla fine prevale sempre il richiamo della foresta, la cultura del “si salvi chi può”, senza tener conto che, con una crisi così devastante, sono sempre di meno quelli che riescono a salvarsi».

