
La delibera comunale riconosce quindi un diritto già esistente e finalmente gli dà forma e sostanza, permettendo ai cittadini formiginesi di stilare e depositare presso gli uffici comunali le proprie volontà sui trattamenti sanitari cui intendono o meno sottoporsi. Tutto ciò appoggiandosi all’Istituzione Pubblica e quindi senza doversi addossare le tempistiche ed i costi di atti notarili la cui complessità ed onerosità porterebbe molti a desistere.
Resta così incomprensibile l’atteggiamento delle forze politiche che hanno votato contro tale provvedimento, decidendo così di porsi al di fuori del percorso di progresso politico e sociale sino a cercare di delegittimare un diritto fondamentale dei cittadini. I rappresentanti formiginesi di tali partiti, a differenza dei loro colleghi di altre realtà locali che invece hanno dato parere positivo all’istituzione del Registro dei Testamenti Biologici, pare abbiano uno strano concetto dei loro amministrati visto che ritengono che alcuni diritti fondamentali dei cittadini debbano venire ad essere disconosciuti al momento della perdita di coscienza. Chi si propone di amministrare la Cosa Pubblica può forse non conoscere tutta la legislazione vigente, la Carta dei Diritti dell’Unione Europea o il Codice di Deontologia Medica, ma si supporrebbe che almeno la Carta Costituzionale fosse un suo patrimonio cui ispirarsi nel momento delle decisioni.
(Giuliano Ferrari, Comitato Art. 32 Formigine)

