
“Un fondo di solidarietà dove donare qualche ora del proprio lavoro per aiutare chi è stato colpito dalla crisi mi sembra un buon messaggio lanciato ai cittadini: c’è chi capisce anche dentro il palazzo che tante piccole gocce possono diventare un fiume, se si instaura un circolo virtuoso d’aiuto reciproco.
Ci sarà sempre chi – ammalato di “benaltrismo” – dirà che è ben’altro il necessario. Ma in un contesto di crisi, nel quale ci deve essere un’assunzione di responsabilità individuale a favore della collettività, anche questo fondo di solidarietà è un gesto corretto, e oserei dire, dovuto” – conclude Ghelfi.

