
“Modena è prima in Emilia-Romagna per l’accoglienza di minori in famiglia”, ha proseguito. “Le famiglie affidatarie vengono sostenute con un contributo economico di 517 euro mensili, rimborsate delle spese sanitarie e dentistiche ed esentate dalle spese per servizi scolastici e da ticket sanitari”. Per accogliere un minore i nuclei frequentano un corso organizzato da Provincia e Centro per le famiglie e vengono affiancati da un’équipe di sostegno formata da assistente sociale, psicologo ed educatore. “Sono in crescita le procedure della Procura e del Tribunale dei minorenni – ha spiegato Maletti – principalmente per problematiche di tipo patologico, come tossicodipendenza, disagio, fragilità psichica e malattie, ed economico, ma anche per situazioni di povertà culturale, isolamento e difficoltà di integrazione sociale, fragilità delle reti sociali o conflittualità intrafamiliare”. Il Comune, già da alcuni anni, ha istituito corsi e iniziative collettive e per singoli nuclei, con l’obiettivo di aiutare ad esercitare le capacità e i ruoli genitoriali per garantire al minore e al suo nucleo famigliare una qualità della vita migliore, e per prevenire misure di vigilanza, affido e tutela.
“Apprezzo l’aspetto preventivo degli interventi”, ha replicato Artioli. “Ritengo che l’azione a monte sia l’approccio migliore per evitare problemi a valle. Credo sia un elemento vincente, inoltre, il coinvolgimento della società civile. Va perseguita la strada dell’inserimento in famiglia, più economico ed efficace, rispetto a quello del mantenimento in comunità, dal costo elevato”.

