
Il Consiglio comunale ha accettato all’unanimità l’eredità e ha definito la destinazione delle risorse in interventi a favore “non della struttura semiresidenziale Pisano che precedentemente ospitava il nipote della signora – ha precisato l’assessore al Patrimonio Fabio Poggi presentando la delibera – ma della Residenza sanitaria assistenziale ‘Mario del Monte’, dove risiede attualmente in seguito a un aggravamento del suo stato di salute”. L’assessore ha spiegato che gli interventi potranno essere o di investimento (manutenzione e miglioramento della struttura) o di definizione di progetti sociali nei quali il nipote della signora Sirotti sarà coinvolto.
Adolfo Morandi, Pdl, ha espresso gratitudine “per la destinazione del patrimonio alla collettività modenese. E’ una delibera su cui non si può non essere favorevoli: è un cittadino che ha deciso che si può dare fiducia ai servizi del Comune di Modena”.
Michele Andreana, Pd, ha chiesto come vengono gestite le situazioni di questo tipo: “La struttura Del Monte è convenzionata con il Comune di Modena e ha un gestore terzo. Chiedo come le risorse entrano nel circuito del finanziamento”. Per Stefano Goldoni, Pd, “visto che ha definito il Comune erede unico, la signora ha sicuramente conosciuto il buon funzionamento della struttura che ospita il nipote e ha apprezzato l’alta qualità dei servizi forniti dal settore Politiche sociali”.
Nel dibattito è intervenuta Francesca Maletti, assessore alle Politiche sociali del Comune, che ha precisato come l’eredità sia stata lasciata all’Amministrazione e non direttamente al gestore del servizio. L’assessore ha, inoltre, ricordato che il regime definito dalla Regione prevede il finanziamento del servizio per il 75% dall’Ausl, grazie anche al Fondo di non autosufficienza, e per il 25% attraverso rette calcolate sul solo reddito dell’ospite. “Chi ha redditi che non arrivano al 25% viene sostenuto da finanziamenti comunali”, ha detto Maletti. “Con delibera regionale si è passati nel 2010 a una compartecipazione diversa: 70% Ausl e 30% a carico di ospite o Comune, e per alcune strutture semiresidenziali – ha concluso – si è arrivati al tema dell’accreditamento”.

