
«Il problema vero – ha affermato Elena Malaguti – è che il taglio dei docenti è stato imposto senza tenere in considerazione l’incremento della popolazione studentesca che registriamo sia in regione che in provincia. Ne risulta una discriminazione rispetto ad altre regioni dove invece gli studenti calano. Con l’ulteriore, paradossale, conseguenza di colpire maggiormente le situazioni più virtuose, come la nostra, e di disperdere l’importante patrimonio di competenze che abbiamo costruito. Inoltre – ha aggiunto l’assessore – la manovra, a differenza di ciò che avviene in altri paesi europei, non investe un euro sulla scuola».
In particolare, durante l’incontro, sono state messe in evidenza le difficoltà della scuola dell’infanzia e dei Centri territoriali permanenti (Ctp). Nel primo caso, dovute all’effetto combinato dell’incremento costante dei bambini, della carenza di offerta di sezioni statali e del taglio delle risorse agli enti locali, «lasciati soli a trovare risposte». Per quanto riguarda i Ctp, ai quali sono iscritte circa cinquemila persone, la riduzione degli organici colpisce i corsi di alfabetizzazione di lingua italiana per adulti stranieri e disperde competenze e specializzazioni acquisite dai docenti.
A fronte del previsto aumento di circa un migliaio di iscritti, per l’anno scolastico 2010/2011, nelle scuole modenesi di ogni ordine e grado è previsto un taglio di 212 docenti. Secondo i dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale, a Modena verranno infatti a mancare 128 docenti dell’organico di diritto alle superiori, 47 alle medie, 38 alle elementari, colpendo anche la formazione degli adulti.

