
«Condividiamo l’obiettivo della mobilitazione, cioè ridare alla discussione tutt’altra connotazione. Infatti – spiega Falcone – differenziare chi ha una patologia o menomazione da chi ne ha più di una o escludere dall’indennità di accompagnamento chi è in grado anche solo di alimentarsi o svolgere un unico “atto elementare della vita” non è un fatto opinabile. Non si può affrontare un tema delicatissimo come la disabilità con il solo intento di ricavare risparmi sulle spalle di persone e famiglie che già debbono sopportare quotidianamente tutte le gravi lacune del sistema dei servizi territoriali e – conclude il segretario provinciale Cisl – le carenze degli interventi di supporto all’autonomia e all’inclusione sociale».

