
Nel suo intervento sulle tre parole chiave che davano il titolo al convegno promosso dalla Camera del lavoro e dai sindacati, “Lavoro, libertà e democrazia”, il presidente Natale ha preso ad esempio quei medici che, “con un gesto di grandissima dignità e ricchezza civile” hanno preannunciato che non avrebbero rispettato una legge che impedisse loro di curare delle persone senza permesso di soggiorno. Se passasse la legge, ha spiegato Natale, si ricorrerà a tutti i gradi di giustizia, compresa la corte europea, fino ad arrivare alla disobbedienza civile e professionale.
Natale non ha mancato di fare autocritica da parte della categoria: “Non c’è solo il problema della censura – ha aggiunto – non pensiamo di cavarcela così. C’è anche un problema di autocensura”. Natale ha parlato di “ritardi gravi e colpe pesanti” nel raccontare il paese e in particolare il mondo del lavoro, “compreso il fatto di accorgerci della precarizzazione e dello scambio tra diritti e lavoro, quando ha riguardato noi; pagare un pezzo giornalistico 3 euro non è dignità del lavoro”. Infine sulla democrazia e sulla qualità del lavoro giornalistico: “E’ in atto uno svuotamento dell’informazione, che riguarda la Costituzione e la democrazia” ha detto il presidente Natale, uno svuotamento che cerca di distrarre i lettori e di infantilizzarli.

