
L’uomo, sentito alla presenza del difensore dai pubblici Ministeri della Procura di Reggio Emilia e dai Carabinieri della Compagnia di Sassuolo e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Modena si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’arma utilizzata per commettere il delitto, probabilmente una pistola di piccolo calibro, non è stata rinvenuta.
Tuttavia i gravi e concordanti indizi raccolti dagli inquirenti, che già avevano consentito di indirizzare le ricerche della vittima al podere di proprietà dell’indiziato in località Sant’Antonino di Casalgrande, sono stati ritenuti sufficienti a motivare il fermo dell’uomo. Il movente del delitto si colloca nell’ambito di una controversia economica tra la vittima e l’indiziato relativa ad un consistente debito vantato dall’arrestato nei confronti di Gatti.

