
Sarà possibile gustare i prodotti della cucina tradizionale con un menù a base di polenta, borlenghi, ciacci, frittelle di castagne, crescentine, gnocco fritto… con l’ombelico, gligliata ecc., in una atmosfera accogliente e spontanea perché accanto ai volontari Hewo, sono impegnati ai tavoli decine di giovani e giovanissimi.
Quest’anno mancherà Ermes Ruggi, riconosciuta guida di Hewo Modena e del gruppo. Mancheranno la sua autorevolezza, l’entusiasmo coinvolgente, la volontà, l’impegno, l’ingegno, la positività concreta, la capacità di incontrare e rispettare gli altri, la capacità di guardare avanti e oltre gli ostacoli. Sono doti che ha testimoniato con la sua vita e che lascia in eredità alla famiglia, ai collaboratori, agli amici e a quanti lo hanno conosciuto. I giorni di Barigazzo saranno l’occasione per ricordarlo, insieme, facendo festa che lui voleva che fosse una festa: un incontro.
Anche quest’anno l’intero ricavato della Festa dei Lamponi sosterrà i progetti in corso. A Quihà, Hewo ha realizzato l’unico ospedale del Tigray specializzato nella cura di malati di lebbra, tbc, hiv-aids e di altre patologie infettive, con un “Centro dei diritti” istituito per far conoscere e difendere i diritti, spesso violati o minacciati, dei bambini in età prescolare provenienti da famiglie economicamente e culturalmente povere. Accanto ai servizi di carattere sociale e sanitario, sono stati introdotti laboratori e attività lavorative in campo agricolo, in campo alimentare e della conservazione della frutta e della verdura, nella produzione della pasta e del pane, un laboratorio-scuola di maglieria per la formazione socio-professionale dei giovani e per la produzione di capi di abbigliamento, il cui ricavato è destinato al sostentamento della comunità.
A Garbo, nell’etiope stato dell’Oromia, dopo un confronto con le autorità nazionali e attraverso un percorso di corresponsabilità avviato con i capi villaggio della zona, è stata realizzata una stalla per garantire il latte ai bambini, un laboratorio per la conservazione dei prodotti agricoli, è stato portato un trattore per la coltivazione dei campi, si è inaugurato un asilo; è stato costruito un ambulatorio; attualmente è in costruzione una nuova stalla e si stanno istallando un mulino per la macinatura del grano e un forno per la produzione del pane.
Nel luglio scorso Franca e Carlo Travaglino, che nel 1969 hanno fondato Hewo e vivono fra i dimenticati di Etiopia ed Eritrea, hanno scritto un drammatico appello: “Ora, purtroppo, ci siamo imbattuti in una crisi senza precedenti.
Una gravissima crisi economico-finanziaria dell’intera Etiopia (a parte il disastro della dittatura in Eritrea) che fa registrare frequenti impennate del costo della vita fino ad un aumento di oltre il 500% anche per i generi di prima necessità … Una crisi che sta portando il popolo della grande fascia debole della società alla fame, alla miseria, all’aumento di malattie infettive e da carenze, allo smarrimento, alla paura e perfino alla morte”.
“Noi con le nostre Comunità facciamo parte di questa fascia debole e siamo, ogni giorno più, con l’animo sospeso. Sebbene le Comunità siano costituite in maggioranza da persone gravemente malate, spesso invalide, e da bambini, ognuno è impegnato nella misura e nella modalità possibili a contribuire a vari servizi e alla produzione di ortaggi e di frutta per sostenere in parte le spese relative a questi beni di consumo quotidiano. Ma la contemporanea convergenza del pazzesco costo della vita, della carenza alimentare, della siccità ciclica e conseguente carestia, del crollo dell’euro sul mercato del cambio, della riduzione degli aiuti che riusciamo a reperire, costituisce un esplosivo che rischia di far saltare la stessa vita dell’Hewo con tutti i servizi e i programmi assicurati ai fratelli bisognosi in maniera totalmente gratuita, come atto di giustizia nei loro confronti”.
Sui progetti in corso e sulle comunità Hewo dell’Etiopia e dell’Eritrea alla Festa sarà in funzione un Infopoint, ma c’è anche l’opportunità di conoscere e confrontarsi con i volontari, con i loro racconti dei viaggi in Africa.

