Il concerto previsto in calendario per il festival Mundus domenica 8 agosto in piazza Fontanesi a Reggio Emilia con Cristina Donà è stato annullato per cause di forza maggiore e verrà sostituito da un duo tutto femminile composto da Rita Marcotulli al pianoforte e Nada alla voce. Inizio ore 21.30, ingresso libero, in caso di maltempo il concerto si svolgerà in Piazza Casotti.

La serata è il frutto della conoscenza e collaborazione tra queste due importanti ed eclettiche artiste che lavorano insieme da diversi anni su diversi progetti sonori. A Reggio Emilia verranno esplorate le multiformi anime della musica: spiritualità, emozioni forti, introspezione e insieme sguardo sul reale, sulla quotidianeità. La serata si svilupperà attraverso momenti diversi in alcuni dei quali le due artiste duetteranno insieme sulle note di canzoni famose di Nada che si alterneranno a momenti “recitati” da parte di Nada in cui leggerà scritti suoi ma non solo a momenti ancora di solo pianoforte ad opera della Marcotulli.

Ancora una volta Mundus, quest’anno alla sua quindicesima edizione, fa incontrare sui palcoscenici della provincia la creatività di artisti diversi e poliedrici che, insieme, sono capaci di rendere uniche le serate in calendario.

Il progetto di Piazza Fontanesi è dedicato alla musica d’autore e al jazz contemporaneo ed è inserito nell’ambito di Restate, il cartellone di proposte per il periodo estivo promosso dal Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Progetti Speciali.

Nata a Roma nel 1959, Rita Marcotulli ha studiato pianoforte presso il Conservatorio di Santa Cecilia. Dopo una curiosità iniziale per i ritmi sudamericani, in particolare per la musica brasiliana, verso i 20 anni comincia ad avvicinarsi al mondo del jazz….ed è subito successo. La sua carriera è subito travolgente, e dall’ inizio degli anni ’80 Rita Marcotulli ha la fortuna di poter collaborare con il “gotha” del jazz europeo : John Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Steve Grossman, Joe Henderson, Hélène La Barriere, Joe Lovano, Charlie Mariano, Tony Oxley, Michel Portal, Enrico Rava, Michel Bénita, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Pat Metheny. Già nell’ 87 , un referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz” la classifica come miglior nuovo talento musicale dell’anno. Nel 1988 lascia anche l’Italia per la Svezia, ove resterà fino al 1992 : anche lì viene molto apprezzata come pianista, e, dal canto suo, vi assimila la passione per la ricerca e la sperimentazione. Tra il 1994 ed il 1996, collabora con Pino Daniele, e poi con Roberto Gatto, Ambrogio Sparagna, Bob Moses, Charlie Mariano, Marylin Mazur. Da 14 anni a questa parte, accompagna Dewey Redman in tutti i suoi concerti. Nel 1996 si è esibita in duo con Pat Metheny al festival di Sanremo, ed ha preso parte ad un trio pianistico con Paul Bley e John Taylor al Teatro Olimpico di Vicenza.

Alla fine del 2002 Rita Marcotulli ha realizzato l’album intitolato KOINE’ (pubblicato da Storie di Note) cui hanno collaborato artisti del calibro di Andy Sheppard, Anja Garbarek, Lena Willemark, Gianmaria Testa, Arto Tuncboyaciyan, Anders Jormin, Palle Danielsson, Metaxu.

Nel 2003 ha rinnovato l’incontro con Pat Metheny sul palco del Ravenna Jazz festival. Nel 2004 ha partecipato al tour europeo di Dewey Redman e a quello italiano di Pino Daniele. Con Andy Sheppard dal 2004 ha preso l’avvio un sodalizio artistico che sta portando alla pubblicazione di un lavoro discografico, come pure è in uscita un disco “solo piano” per HARMONIA MUNDI.

L’ intimità della sua musica, la sua grande profondità, i suoi arrangiamenti delicati, che sanno sottolineare la singola nota ed amplificarne la carica emotiva, le permettono di spaziare e di cercare interconnessioni con le altre forme artistiche, specialmente con il cinema, per il quale ha elaborato diverse composizioni : “…..la mia musica ha evidentemente subito l’ influenza di numerosi grandi musicisti : Thelonious Monk, Elis Regina, Bill Evans, John Coltrane, per citarne solo alcuni.” Ma, oltre alle influenze sonore, le composizioni di Rita Marcotulli nascono anche dall’ incontro con altre esperienze artistiche, letterarie, visive, e, naturalmente, cinematografiche.

Nada: è’ conosciuta semplicemente con il nome. Non sembra, eppure è sulla ribalta musicale da più di trent’anni. Da quando, appena quindicenne, fa il suo esordio al Festival di Sanremo del ’69 con “Ma che freddo fa”. Un brano che si trasforma in un immediato campione di vendite. E Nada ottiene subito i favori del pubblico.

Da quel momento è un susseguirsi di successi. “Pa’ diglielo a ma’”, in coppia con l’allora Rosalino Cellamare (poi divenuto Ron) a Sanremo ’70, “Che male fa la gelosia” a Canzonissima del ’70, “Il cuore è uno zingaro” che in coppia con Nicola di Bari, vince il Festival di Sanremo del ’71 ed ottiene un grande successo internazionale, “Il Re di denari” che si classifica al terzo posto al Festival di Sanremo del ’72.

Tuttavia l’immagine di bambina prodigio costruita dall’allora produttore Franco Migliacci comincia ad andarle stretta. Nada cerca una nuova dimensione in cui collocarsi e confrontarsi, s’indirizza così verso la canzone d’autore iniziando a collaborare con giovani e in quel momento sconosciuti cantautori italiani: Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Antonello Venditti ed altri. Poche le testimonianze sonore di queste collaborazioni: l’unico documento che li raccoglie è il CD “Malanima: Successi ed Inediti 1969-1994”, uscito nel 1994 per la RCA, in occasione dei venticinque anni di carriera dell’artista toscana. Nel 1973 esce “Ho scoperto che esisto anch’io”, un LP in cui Nada si cimenta in brani scritti dal suo conterraneo Piero Ciampi. Uno dei personaggi più geniali ed al tempo stesso più ignorati della musica leggera italiana. L’album non ottiene subito un riscontro positivo dal pubblico. Forse spiazzato dalla scelta della cantante toscana. Nel ’74 una nuova virata artistica. Con l’album 1930: “Il domatore delle scimmie”, frutto della collaborazione con la Reale Accademia di Musica, uno dei gruppi più interessanti del panorama musicale degli anni ’70. Nel 1976 è la volta di Nada. Un album che contiene quattro brani scritti per lei da Paolo Conte (fra cui il celebre “La Fisarmonica di Stradella”), Oltre a nuove composizioni di Piero Ciampi. Poi Nada passa a lavorare dalla RCA alla Polydor. Arrivano altri successi, come “Pasticcio Universale”, “Dolce più dolce”, e soprattutto 2Ti stringerò”. Non solo musica nell’universo artistico di Nada. È la recitazione infatti l’altra sua passione. Scoperta quasi per caso quando Sandro Bolchi le affida la parte di Dora Manfredi nel Puccini televisivo. In seguito è al fianco di Giulio Bosetti nel Diario di Anna Frank. Poi recita nel Pigmalione con Dario Fo. Gli inizi degli anni ’80 la rivedono saldamente in testa alle classifiche discografiche con l’album “Smalto”, e con il singolo “Amore Disperato”, con cui vince il Festivalbar, Azzurro, Vota la voce. Quindi l’ennesima svolta musicale: nel 1985, con il disco totalmente elettronico “Noi non cresceremo mai”, e con “Baci Rossi” dell’anno successivo. Quindi una lunga pausa, interrotta solo sporadicamente nel 1991 con l’album L’Anime Nere. A metà degli anni ’90, grazie all’esperienza col Nada Trio (formato con Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti degli Avion Travel), si riaffaccia sulla scena musicale italiana, tenendo innumerevoli ed apprezzatissimi concerti in piccoli clubs, e partecipando con successo al Premio Tenco ed al Festival di Recanati. Con loro Nada si è divertita a riesplorare il suo repertorio più famoso affiancandogli classici e pagine meno conosciute della canzone d’autore, a dimostrazione di una personalità artistica libera e versatile. Questa intensa esperienza è stata il preludio ad un nuovo lavoro discografico, che, nato sotto la supervisione artistica di Mauro Pagani, ha visto Nada scrivere per la prima volta tutti i testi e le musiche: “Dove sei sei” è stato pubblicato nel Febbraio 1999 e contiene 11 brani, fra cui “Guardami negli occhi”, la canzone che Nada ha presentato al Festival di Sanremo 1999. Da ricordare anche la sua struggente ed intensissima partecipazione alla prima edizione dello show di Celentano con l’esecuzione (in duetto con Adriano) del suggestivo “Il figlio del dolore”, brano che sarà anche incluso nel CD del ‘molleggiato’. Poi nel Novembre 2001 arriva il nuovo lavoro: “L’amore è fortissimo e il corpo no”. Un disco che la vede coinvolta integralmente nella scrittura di musica e parole. Prodotto artisticamente da Nada, Gerry Manzoli, Pasquale Minieri, e Fausto Mesolella con la collaborazione di grandi artisti della musica italiana come Rita Marcotulli, Javier Girotto, un disco che segna la nuova anima di Nada. Confermata dal successivo album “Tutto l’amore che mi manca”, prodotto dall’inglese John Parish (già ‘anima artistica’ di P.J. Harvey), – disco pluri-premiato come migliore album dell’anno e come miglior album indipendente del 2004 (Premio SIAE) – e dal suo debutto come scrittrice con “Le mie madri” (Fazi editore), premio Alghero Donna nella Sezione Poesia. Un anima al passo dei tempi. Un’artista che non ha paura di confrontarsi con il proprio presente. L’attività odierna di Nada continua ad essere molto intensa con in parallelo mille progetti che si incrociano e si fondono: l’ ntologia “Le mie canzoncine 1999-2006” cerca di fotografarla, presentando il meglio della sua recente produzione, e regalando anche un nuovo brano “Scalza” che non mancherà di stupire e di affascinare per la sua raffinatezza.

Il festival Mundus è organizzato da Ater – Associazione Teatrale Emilia Romagna e dalla Provincia di Reggio Emilia, con la collaborazione della Regione Emilia Romagna e degli otto Comuni che ospitano gli eventi: Boretto, Carpi, Casalgrande, Correggio, Novellara, Reggio Emilia, Scandiano e Soliera.