“La protesta dei nomadi sotto il Municipio segna il fallimento della politica assistenzialista e buonista del Comune e offende tutti i cittadini che pur in difficoltà economiche pagano bollette, affitti, e occupazione di suolo pubblico.

Se i nomadi non vogliono rispettare le regole che tutti i cittadini sono tenuti a rispettare e vogliono continuare a non pagare le bollette e a deturpare le aree pubbliche che gli sono state loro concesse, allora se ne possono anche andare”.

E’ duro il commento del Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni, che negli anni scorsi ha scoperto e denunciato i 5 milioni di euro spesi dal Comune di Modena in dieci anni per dare assistenza ai nomadi e ai due milioni spesi per pagare loro le bollette Hera.

“L’Amministrazione non deve abbassare la testa. Deve far valere il contratto stipulato con i nomadi per la permanenza nelle aree. Dica loro che chi viola le regole non ha diritto di stare qui, dica loro che le bollette vanno pagate e ricordi loro che chi non manda i figli a scuola se ne deve andare. Non è più tempo di assistenzialismo.

I nomadi stanno platealmente e arrogantemente violando regole che sono alla base del contratto di concessione delle aree, come l’obbligo al pagamento delle bollette e alla manutenzioni dei campi, e ciò che più e grave è che chiedono di continuare a farlo, minacciando di non mandare i propri figli a scuola. Roba da non credere.

Ci vuole una bella faccia tosta a protestare per avere privilegi, compresa la certezza per entrare nel mondo del lavoro. Una sicurezza che nessun modenese non nomade si sognerebbe di chiedere e soprattutto di avere. Per loro tutto andava bene fino a che l’Amministrazione rossa pagava, come abbiamo dimostrato, milioni di euro per le bollette dell’energia elettrica per la benzina per portare i figli scuola, per i danni provocati nell’area e per la manutenzione e la pulizia dei campi. Ora che sono chiamati ad una assunzione di responsabilità vorrebbero fare la rivoluzione, minacciando di non pagare nulla e di non mandare i propri figli a scuola. Altro che integrazione. Questi signori sono senza vergogna”.