
Molto positivi anche gli incrementi fatti segnare dalle esportazioni dei settore “della metallurgia e dei prodotti in metallo” (+24,6) e dei “mezzi di trasporto” (+28,2%). Le esportazioni dell’importante settore dei “macchinari e apparecchiature”, che corrispondono al 29,7 per cento delle esportazioni regionali, sono aumentate in misura lievemente inferiore alla media regionale (+16,7%), ma l’incremento è stato pari al doppio di quello ottenuto dal settore nazionale.
Non mancano le ombre. Sono rimaste al palo le vendite all?estero dei settori regionali del “legno e del mobile” (+1,0%) e del “tessile, abbigliamento, cuoio e calzature” (+2,1%), che hanno messo in luce andamenti sensibilmente peggiori dei rispettivi settori nazionali. L’incremento del secondo trimestre conferma l’inversione di tendenza marcata rispetto ai corrispondenti periodi del 2009, quando peraltro le esportazioni si attestavano su livelli particolarmente bassi.
Riguardo ai flussi commerciali verso i mercati di destinazione, il buon andamento è particolarmente accentuato (+22%) verso i Paesi dell’Unione Europea a 27 (destinataria di quasi i due terzi delle vendite emiliano-romagnole), ed in particolare la Germania (+24,4%). Inferiori alla media le esportazioni regionali verso i mercati africani (+14,6%) e lievemente superiore alla media quelle verso il complesso dei mercati asiatici (+21,8%). In quest’ambito sono da sottolineare l’incremento delle vendite destinate all?India (+27,9%) e soprattutto di quelle dirette al mercato cinese (+68,9%).
Meglio che sui mercati asiatici hanno fatto le imprese regionali sui mercati americani, con un aumento delle esportazioni del 27,6 per cento, come Stati Uniti (+20,8%), ma soprattutto Brasile (+86,3). Un risultato notevole (+42,8) ed interessante in prospettiva visto che si tratta di mercato ancora marginale è stato registrato verso l’Oceania.

