
Lo scenario è insostenibile, anche il nostro Comune è paralizzato dall’obbligo di calare le spese per l’80% dell’investimento fatto l’anno precedente (anno già molto magro; cosa resterà dopo un simile taglio indiscriminato?). Questi non sono sacrifici, sono minacce per la Biblioteca (una risorsa per tutti i cittadini), il Museo, le cui attività e laboratori sono oggi una risorsa per le scuole, il Centro Giovani, le mostre. E si potrebbe continuare.
C’è qualcosa che non va. Non solo la Cultura sta soffrendo, la gente e tutto il paese soffre. E’ importante sensibilizzare l’opinione pubblica, lanciare messaggi al Governo contro i tagli diretti alle attività culturali, tagli che considerano cultura e formazione una spesa comprimibile e non un investimento, tagli ai quali l’etica della buona politica deve energicamente opporsi.
Per questo facciamo sentire la nostra voce e aderiamo alla manifestazione nazionale.

