
Negli ultimi due mesi invece sempre più casi, intorno al 35 per cento, riguardano aziende in crisi dove vengono denunciati comportamenti discriminatori nell’assegnazione di mansioni, di trasferimenti e nella rotazione della cassa integrazione. Nella stessa percentuale vengono lamentati problemi legati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alla gestione dei figli.
«La crisi ha generato un aumento e una nuova tipologia di discriminazione sui luoghi di lavoro, come la mancata rotazione della cassa integrazione, anche se le più colpite restano comunque le donne» commenta Barbara Maiani che in questi giorni sta svolgendo una serie di incontri con i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria per approfondire il quadro della situazione.
Secondo la consigliera di parità, che sottolinea di aver trovato una grande disponibilità dei datori di lavoro a trovare soluzioni concilianti per il lavoratore, aumentano le persone che si rivolgono all’ufficio anche perché «prima della crisi, in caso di discriminazione o di “incompatibilità ambientale” si riusciva più facilmente a risolvere il problema da soli cambiando lavoro, cosa che oggi non è quasi più possibile. A fronte di un aumento dei ricorsi – aggiunge Maiani – crescono però anche i casi di persone che pur essendo discriminate si limitano a chiedere solo un parere perché temono, in caso di intervento dell’ufficio, di perdere il posto di lavoro».
L’ufficio della consigliera di parità risponde al numero 059 209055 il lunedì e il martedì dalle 14,30 alle 17,30; il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. La consigliera riceve su appuntamento il giovedì negli stessi orari.

