
Il regista Pietro Carriglio torna all’opera goldoniana, andata in scena per la prima volta durante il Carnevale di Venezia del 1753, a parecchi anni di distanza da un’edizione da lui curata negli anni ottanta con una lettura che si affranca dagli stereotipi del “goldonismo” privilegiando un approccio più originale: aspetti solitamente poco analizzati del testo, un’attenzione particolare per il meccanismo teatrale dell’opera e una caratterizzazione della Locandiera che ne sottolinea e valorizza l’aspetto formale e figurativo.
La commedia porta sul palcoscenico i vizi e le vanità di un Settecento vacuo, regalando al pubblico, dietro al sorriso ironico di Goldoni, un astuto intreccio i cui si muovono i personaggi, da cui emerge una delle figure meglio riuscite dell’autore, Mirandolina, qui interpretata dalla brava Galatea Ranzi.
L’attraente e astuta Mirandolina, prototipo della donna moderna, figura femminile intraprendente ed emancipata, riesce a mettere in scacco due spasimanti, clienti della locanda da lei gestita, il Marchese di Forlipopoli e il Conte di Albafiorita, esempi di una nobiltà decaduta e senza valori, e a prendersi gioco con una mossa astuta, del Cavaliere di Ripafratta, aristocratico altezzoso e misogino, che l’aveva ferita nell’orgoglio. Mirandolina si prende gioco dei suoi spasimanti e non esita a sfruttare qualunque astuzia per ottenere la sua rivincita sul Cavaliere, ma lo fa a fin di bene.

Feriali ore 21 festivi ore 15.30. Teatro Storchi, Largo Garibaldi 15, Modena. Biglietti € 25/€ 10.50. Biglietteria telefonica Tel. 059 2136021 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.

