
La riunione dei distinti filoni investigativi, su cui stavano lavorando i due Reparti della Guardia di Finanza e la Squadra Mobile della Questura di Milano, ha permesso di scoprire che sodalizi criminali di tipo mafioso e ‘ndranghetistico – operanti da oltre 20 anni sul territorio milanese – si erano accordati per gestire, prendendo contatti diretti con i cartelli colombiani, ingenti importazioni di sostanze stupefacenti dal Sud America.
In particolare, tra gli altri, il “patto” stretto prevedeva un carico di 600 kg di cocaina in partenza da Panama, importazione che non ha poi avuto buon fine. La perfetta integrazione delle informazioni in possesso delle tre articolazioni ha consentito di ricostruire i ruoli dell’organizzazione, i metodi di occultamento dello stupefacente, le modalità di contrattazione e le tecniche di stoccaggio e rivendita sul territorio lombardo. Contemporaneamente, a cura delle fiamme gialle di Bologna, sono state eseguite investigazioni patrimoniali per individuare il patrimonio accumulato illecitamente grazie al reimpiego dei proventi del traffico di stupefacenti. E’ stato così possibile individuare e sottoporre oggi a sequestro nelle province di Milano, Pavia, Taranto, Cagliari e Torino circa 125 tra abitazioni e terreni, oltre 40 tra automobili e motoveicoli, conti correnti e quote societarie. Il valore complessivo stimato dei beni sequestrati ammonta ad oltre 50 milioni di euro.
Solo la Guardia di Finanza di Bologna, partendo da un sequestro di cocaina effettuato presso l’aeroporto di Bologna nel 2006 ha successivamente sequestrato in più operazioni 95 chilogrammi di cocaina e 150 di hashish.

