
“La celiachia è una malattia riconosciuta da norme dello Stato e della Regione – ha spiegato l’assessore – quindi rientra nei criteri di assistenza. L’unica terapia è dietetica; i celiaci devono cioè adottare un’alimentazione priva di glutine per tutta la vita. La diagnosi si fa in età infantile. Sono 87 i bambini a cui viene servito un pasto senza glutine nelle mense scolastiche modenesi, di cui 75 con certificazione di celiachia. A Modena – ha aggiunto Maletti – si è formato un gruppo di lavoro distrettuale che comprende Azienda Usl e Università. L’Azienda Usl ha promosso un corso di formazione nelle scuole per informare su questa patologia e chiarire i comportamenti alimentari da tenere, mentre l’Associazione italiana celiachia ha realizzato un corso rivolto al personale docente e non docente delle scuole. La stessa associazione, con il progetto “Un pasto fuori casa”, ha elaborato una guida cartacea che elenca ristoranti, pizzerie, bed and breakfast e gelaterie che servono alimenti privi di glutine e ha approntato un servizio telefonico che consente di ricevere un sms con gli esercizi di ristorazione e di essere messi direttamente in contatto telefonico”, ha concluso l’assessore.
Il consigliere Prampolini si è dichiarato soddisfatto della risposta in cui si “conferma il trend in crescita dell’allergia al glutine” e ha sottolineato l’importanza e il ruolo nell’azione di prevenzione, sensibilizzazione e informazione svolto dall’Associazione italiana celiachia che ha la sede regionale a Modena.

