
La targa, posta nell’atrio del Palazzo della Provincia, in viale Martiri della libertà 34 a Modena, ricorda le figure di don Arrigo Beccari, Odoardo Focherini, Alberta e Sisto Gianaroli, Antonio Lorenzini, Giuseppe Moreali, don Benedetto Richeldi e don Dante Sala, gli otto modenesi che hanno avuto questo riconoscimento e il cui nome è presente nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Modena Giorgio Pighi, il presidente del Consiglio provinciale Demos Malavasi, la presidente della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Sandra Eckert, e Matteo Richetti, presidente dell’Assemblea legislativa regionale e promotore della legge regionale per la memoria dei Giusti, il quale ha sottolineato come «l’esempio di queste persone sia uno stimolo a vincere l’indifferenza. Ed è un messaggio che vale non solo per il futuro, per le nuove generazioni, ma anche per il presente, per tutti noi».
La cerimonia si è conclusa con due letture: il salmo 11 proposto dal vescovo di Carpi Elio Tinti e dall’arcivescovo di Modena Antonio Lanfranchi che lo ha letto, seguito dal salmo 130, recitato in ebraico dal rabbino capo della Comunità ebraica, Rav Beniamino Goldstein.
Si sono svolte nella mattinata, invece, le iniziative promosse dalla Provincia in occasione del Giorno della memoria rivolte agli studenti: otto cerimonie in altrettante scuole superiori – a Modena, Mirandola, Finale Emilia, Carpi, Castelfranco, Vignola, Sassuolo e Pavullo – con la messa a dimora di un albero di ulivo dedicato ad ogni “Giusto” modenese. Erano presenti, oltre alle autorità, parenti sia dei “Giusti” sia delle persone che, grazie al loro operato, sono riuscite a salvarsi dalla deportazione e dalla morte.

