
Il consiglio generale della Fim di Modena ritiene che gli accordi Fiat siano difensivi rispetto al rischio, diventato poi una certezza, della deindustrializzazione dei territori interessati che avrebbe portato conseguenze gravissime a migliaia di famiglie e lavoratori sia della Fiat che dell’indotto. Il consiglio generale della Fim di Modena, non condividendo il meccanismo adottato e attuato dalla Fiat sull’utilizzo delle rsa e non delle rsu, ritiene indispensabile recuperare, attraverso un accordo a livello confederale tra Cgil, Cisl e Uil, un percorso condiviso di nuove regole sulla rappresentanza, rappresentatività e democrazia sindacale. Il consiglio generale della Fim di Modena ritiene grave il mancato ruolo del governo durante una trattativa come quelle svolte negli stabilimenti Fiat, come anche lo schieramento di alcune forze politiche che hanno diviso ulteriormente sia il mondo sindacale che quello lavorativo. Il consiglio generale della Fim di Modena respinge con fermezza le dichiarazioni di questi giorni di Confindustria e Federmeccanica mirate a superare i due livelli di contrattazione con un solo livello.
La Fim di Modena ritiene prioritario il ruolo e la valenza del ccnl per garantire i trattamenti minimi comuni a tutti i lavoratori e, come definito dalle stesse associazioni e parti sindacali nel modello contrattuale 2009, anche l’importanza e la continuità del secondo livello contrattuale; pertanto si giudica errata e non coerente la posizione assunta da Federmeccanica e Confindustria. Infine, il consiglio generale della Fim di Modena esprime il pieno sostegno alla Fim di Torino, ai delegati e attivisti, per le decisioni assunte, determinanti per l’esito referendario e per la continuità del lavoro a tutti i lavoratori del gruppo Fiat, pur riconoscendo che tali decisioni sono state elaborate in periodi e condizioni abbastanza ristretti. Si ritiene che accordi di elevata importanza debbano consentire in termini di tempo una discussione più ampia all’interno del gruppo dirigente.
«Invitiamo pertanto la Fim nazionale e la Cisl a recuperare le fasi di verifica e discussione che hanno sempre caratterizzato la nostra confederazione in termini di scelte e strategie, come definito – conclude il documento del consiglio generale della Fim di Modena – nelle tesi congressuali sia della Fim che della Cisl».

