
Prosegue Manotti: “Le parti hanno saputo disegnare un ottimo modello di apprendistato, sia per la durata della formazione sia per le nuove prestazioni garantite all’apprendista, che ne potenziano la natura di istituto qualificante e peculiare dell’artigianato. La valorizzazione dell’apprendistato, oltre a non disperdere il patrimonio del ‘saper fare’, può infatti consentire di ricomporre la frattura tra formazione e lavoro che, come emerge dai recenti dati ISTAT, genera l’assurdo paradosso di milioni di giovani disoccupati e centinaia di imprese che faticano a trovare manodopera”.
Un successo della contrattazione al quale il Presidente di Confartigianato auspica ne faccio seguito un altro. L’unico punto rimasto in sospeso tra le parti riguarda infatti la collocazione contrattuale del comparto del restauro artistico, in merito al quale Manotti conclude: “Si tratta di un comparto di eccellenza attualmente privo di qualsiasi copertura contrattuale, e la cui corretta collocazione sarebbe a nostro avviso in questo ccnl, le cui peculiarità andrebbero quindi estese oltre i 120mila lavoratori oggi interessati. Vedremo che uscirà dall’incontro previsto per il prossimo 15 marzo”.

