Modena può offrire proposte esclusive, questo anche se non è Roma o Firenze e nemmeno Ferrara o Parma per guardare a città più vicine a noi, non solo geograficamente. Alcuni esempi? I prodotti che finiscono sulle tavole di tutto il mondo come lambrusco, aceto balsamico tradizionale, prosciutto, parmigiano reggiano. Così come quei prodotti che si fabbricano e che sono frutto dell’ingegno, della passione, della determinazione e del talento. In pole naturalmente il mondo della Ferrari, massima espressione della capacità di creare automobili uniche e che rappresentano la sintesi migliore della capacità dell’imprenditoria modenese di eccellere. Più di nicchia, ma ugualmente “unici”, sono poi fenomeni come l’invenzione delle figurine. Un’idea che appartiene agli italiani e che tutti associano ancora oggi alla nostra città e al cognome Panini. Guardando poi all’arte, quella costruita, possiamo contare su un duomo che è inserito tra i monumenti patrimonio dell’Umanità, sul Palazzo Ducale sede della prestigiosa Accademia Militare, così come, focalizzando l’attenzione su una singola opera, su un busto in marmo dello scultore Bernini di Francesco I d’Este, che gli esperti definiscono una nuvola di marmo e mai sufficientemente valorizzato.

Guardando poi a ciò che sta nascendo, una sottolineatura, positiva va fatta prima di tutto con riferimento al Museo Casa Natale di Enzo Ferrari, il cui potenziale può essere enorme, se, insieme sapremo valorizzarlo. Allo stesso modo il Polo Culturale S. Agostino rappresenta una straordinaria opportunità per dare ospitalità, in un contesto di grande valore storico, ad opere d’arte e luoghi dedicati alla cultura. L’elenco delle eccellenze può proseguire con il tenore Luciano Pavarotti, così come con fotografi di fama internazionale. Snocciolate così, forse un po’ alla rinfusa, certamente, dimenticando qualche esempio importante, le perle di cui disponiamo non sono certo poche; proseguendo nella metafora, quello che sembra ancora mancare è una visione d’insieme, ovvero una collana di perle che sia visibile anche da lontano.

Fare cultura, permettetemi il gioco di parole, è prima di tutto una questione di cultura. Per valorizzare la vocazione turistica alla quale legittimamente Modena può aspirare serve una rinnovata capacità di mettere in collegamento tra loro i tanti nodi interessanti e già presenti, che insieme possono dare vita ad una trama più facilmente leggibile dal turista. È uno sforzo metodologico e organizzativo che ancora oggi non sembra essere completamente compiuto. In parte è comprensibile, proprio perché si tratta di processi lenti che non possono essere frutto di decisioni assunte a tavolino. Serve però una guida più chiara e nitida per evitare che manifestazioni decisamente riuscite come il Festival della Filosofia, restino eventi isolati.

C’è dunque a nostro parere la necessità di un organo unico che sappia coordinare e promuovere con continuità e metodo e secondo le tecniche più moderne e innovative, tutto quanto può rafforzare l’identità di Modena come città che produce cultura. Occorre quindi coinvolgere tutti i soggetti impegnati nella promozione del territorio. In questo ambito assume grande importanza il lavoro avviato dalla Camera di Commercio di Modena, che ha sviluppato un importante progetto di marketing territoriale. Provincia, che resta il depositario istituzionale della titolarità nella promozione del turismo, Comuni a più alta vocazione turistica, Associazioni Imprenditoriali e gli operatori turistici devono ora impegnarsi per produrre uno sforzo congiunto per elaborare una strategia innovativa.