
Le sanzioni amministrative elevate sono state 1129; di queste però 620 hanno riguardato cacciatori che non hanno consegnato il tesserino nei tempi di legge, un provvedimento applicato per la prima volta nel 2010 su disposizione della Regione Emilia Romagna.
«Il compito istituzionale – spiega Turrini – è quello di controllare le attività di caccia e di pesca, gestire i piani di controllo della fauna e il rispetto della normativa ambientale. Lo scorso anno, inoltre, per far fronte all’aumento delle richieste di intervento abbiamo riorganizzato il servizio per zone assicurando così un più efficace presidio del territorio».
Gli agenti controllano qualcosa come 250 mila ettari di territorio: 160 mila ettari di superficie cacciabile, circa 60 mila ettari di aree protette e le aree vicine ai centri abitati dove è vietato cacciare.
Tra le principali violazioni sanzionate in materia di caccia spiccano il mancato rispetto delle distanze di sicurezza (45 multe), la violazione del regolamento regionale sugli ungulati (52) e al calendario venatorio (29).
In materia ambientale le violazioni riscontrate riguardano soprattutto lo spandimento liquami (otto) e l’abbandono di rifiuti in particolare auto dismesse (nove), mentre tra le trasgressioni sanzionate agli automobilisti (spesso si tratta di multe effettuate durante i controlli sulla caccia) spiccano la guida senza cintura di sicurezza (24), la violazione della segnaletica (17) e la mancanza di documenti di circolazione (14).
Sono state elevate anche 21 sanzioni a strutture ricettive (alberghi e bed and breakfast) che non avevano esposto i prezzi nell’ambito di una campagna di controlli effettuata in collaborazione con la Polizia municipale di Modena.
Nel 2010 sono state inviate all’autorità giudiziaria anche 25 informative di reato di cui 13 in materia di caccia (per attività venatoria all’interno dei parchi, l’utilizzo di mezzi vietati e l’abbattimento o detenzione di specie protette) e 12 per violazioni ambientali (abbandono di rifiuti e lo scarico di reflui industriali).

Gli agenti inoltre gestiscono e coordinano i piani di controllo in particolare dei cinghiali per evitare danni all’agricoltura e delle nutrie a salvaguardia degli argini dei fiumi.

