
In scena un cerchio appena tratteggiato al suolo diviene confine da varcare, limite da valicare tra questo mondo e quell’altro. Dentro a questo territorio emergono tre figure bianche, anime lievi dalle gote rosse, che, in un susseguirsi febbricitante di immagini, svelano con delicatezza e stupore il loro stato di grazia o di infelicità.
Sono clown che affiorano da un senso sospeso, appena suggerito. In un continuo dentro-fuori fra concreto e immateriale, attuale e passato, ilare e disperato rimangono in equilibrio precario nella regione del non-sense. Hanno la grazia intontita di chi non ha bisogno di narrare nulla che la gente, guardando, osservando, partecipando, non riconosca immediatamente. Anche gli oggetti si trasformano precedendo l’immaginario: le panche si fanno lunghi corridoi, grattacieli sovrapposti capaci di accogliere una sposa divisa, una santa pazza o una provocante donna dai tacchi argentati.
Tardito e Rendina si sono formati lavorando con i nomi di punta del teatro-danza italiana: da Raffaella Giordano a Giorgio Rossi a Roberto Castello, ma anche un attore del calibro di Danio Manfredini. Da venerdì 25 a domenica 27 febbraio condurranno un laboratorio sul movimento e l’espressione scenica. Per iscriversi tel. 059.859665 o scrivere a laboratori@artivivehabitat.it

