
“Nel 2005 – ha spiegato Marino – anno dei lavori del Braglia, la normativa era la 109/1994 e ai sensi della stessa è stata emanata una gara per pubblico incanto con bando pubblicato dal 22 luglio al 29 agosto 2005. All’avviso pubblico hanno risposto 22 aziende, di cui 7 in forma singola e 15 in associazione temporanea d’impresa. Tre avevano sede nella provincia di Modena, le restanti 18 in altro territorio italiano. Le offerte economiche , che sono state aperte il primo settembre, presentavano ribassi tra il 6,9% ed il 14,49%. Applicando il metodo previsto dalla legge della media delle offerte, dopo aver scartato il 10% delle maggiori e minori offerte, è risultata aggiudicataria, con uno sconto del 12,27%, l’Ati costituita dalle imprese Beta Persei srl di Bitonto, in qualità di capogruppo con rappresentanza esclusiva nei confronti del committente, per un importo percentuale del 75,6% e Galeone Armando di Casal di Principe, associata, per un importo percentuale di 24,3%. Il Contratto d’appalto è stato stipulato il 3 novembre 2005, i lavori sono iniziati il 14 novembre e terminati nell’aprile dell’anno successivo. Anche i lavori per 263mila euro svolti dalla ditta La Volpe nella scuola elementare Gramsci – ha continuato l’assessore – sono stati affidati con procedura pubblica il 30 maggio 2008; oggi sarebbero affidati con procedura negoziata con ditte ad invito, in quanto la legge 201 del 2008 ha esteso a 500mila euro il limite entro il quale procedere senza gara pubblica” .
Rivolto alla consigliera Rossi, l’assessore ha ricordato che la legge prevedeva che il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa venisse applicato solo nel caso di appalti di importo superiore a 4 mila 845 euro, mentre oggi è cambiata la normativa “ed è questo il criterio che applicano i miei settori: nel 2010 su 22 gare pubbliche tutte sono state svolte con il criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa”, ha precisato. Marino ha, inoltre, sottolineato che Modena è stata la prima città italiana a dotarsi, assieme alla Provincia, fin dal 1999 di un Protocollo d’intesa in materia d’appalti e che, attraverso la costituzione dell’Osservatorio provinciale, ha recepito come indicazione prioritaria l’attuazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Per quanto riguarda i lavori allo stadio, “sono stati svolti – ha proseguito l’assessore – tutti i controlli previsti dalla legge: attestazione Soa per qualifica lavori, Certificato casellario giudiziale, Certificato carichi pendenti, Certificazione Camera di commercio con nulla osta antimafia e, nonostante non fosse richiesto, si è proceduto a richiedere la certificazione antimafia alla Prefettura di Modena”.
Alla domanda di Eugenia Rossi sul “perché sia stata approvata una perizia suppletiva e di variante di importo superiore al 5% previsto dal Codice degli appalti”, Marino ha risposto, citando la legge 109/94 in vigore allora, che “la fattispecie a cui fa riferimento la consigliera è solo una delle casistiche ammesse a variante” e la perizia ha previsto ulteriori lavori per 25mila euro (pari al 3,3% delle opere aggiudicate) per varianti finalizzate al miglioramento dell’opera alla sua funzionalità e per oltre 82 mila euro per aumentare la superficie coperta della curva sud-est su richiesta della società sportiva. “Credo che nessun lavoro come questo, all’epoca, fosse più conosciuto dalla cittadinanza e sotto la stretta sorveglianza degli organi competenti”, ha commentato l’assessore e ha aggiunto: “Seppur consci del nostro buon operato e della correttezza delle procedure, crediamo che il lievito della lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata necessiti di ulteriori enzimi e credo che tra questi ci sia la capacità di non dividersi in puerili provocazioni, perchè la politica deve fare massa critica e fronte comune”.

