
“Riteniamo corretta la decisione dell’Ente di tutela di proseguire nel sostegno delle esportazioni”, aggiungono inoltre Ivan Bertolini (vice presidente Cia Emilia Romagna e presidente Cia Reggio) e Guido Baratta (presidente provinciale Cia Parma). L’assemblea generale consortile del 25 marzo scorso ha approvato all’unanimità il ritiro di 90.000 le forme da destinare per la promozione sui mercati esterni da parte della società commerciale I4S, controllata interamente dal Consorzio e divenuta operativa nel settembre 2010.
“E’ necessaria la piena consapevolezza da parte dei caseifici e dei soci allevatori – ribadisce ancora Dosi – dell’utilità di questa azione e l’assunzione dell’impegno ad aderirvi per garantirne il successo”.
In questo contesto di quotazioni, per la Cia giudicate remunerative, “stanno aumentando la produzione ed anche i prezzi al consumo hanno fatto un balzo in avanti”.
Il presidente dell’ Ente di Tutela ha specificato come tale aumento porti ad una impennata della produzione (+4,4%), ma anche a spostamenti dei consumi sul Grana Padano e sui ‘similgrana’. “Condizioni queste che, se non gestite con competenza e avvedutezza – sottolineano i rappresentanti della Cia – sono già prodromi di una possibile prossima crisi”. A giudizio della Confederazione “in questo settore, come in altri, la risposta sta in un efficace controllo della produzione e dell’offerta, in una più spinta valorizzazione del prodotto e in una continua ricerca di nuove tipologie e sbocchi commerciali. Oltre a portare – conclude la Cia – le proposte strutturali riguardanti disciplinare, poteri degli organismi di autogoverno, piani operativi e potenziamento del dipartimento”.

