
L’analisi delle somme riscosse rileva un generale incremento della tax compliance. Sui 673 milioni riscossi complessivamente, 395 sono stati incamerati attraverso i versamenti diretti dei contribuenti, contro i 264 recuperati tramite ruolo. Un altro indicatore di questo trend è la quota di accertamenti ‘definiti’ sul totale, pari al 43%: su 52mila controlli, 22.400 sono stati chiusi con un accordo tra fisco e contribuente. I 52.444 controlli eseguiti sull’intera platea di contribuenti, dai cosiddetti ‘grandi contribuenti’ (imprese con volume d’affari superiore ai 100 milioni di euro) alle imprese medie e piccole, fino ai professionisti e alle persone fisiche, hanno rilevato una maggiore imposta accertata di 1,7 miliardi di euro. In particolare, i 279 controlli sui grandi contribuenti hanno individuato un’evasione media di 444mila euro; ottime performance anche per gli accertamenti nei confronti delle imprese di medie dimensioni, che mostrano un valore medio della maggiore imposta pari a 393mila euro.
Sotto la lente dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna i falsi crediti Iva, che hanno determinato un recupero di 408 milioni di euro tra maggiore Iva a debito e minor credito. Altri 28 milioni di evasione Iva sono stati recuperati grazie alle indagini dell’Ufficio Antifrode, mentre gli 800 interventi esterni, tra verifiche e controlli mirati, hanno individuato una maggiore imposta Iva di 76 milioni di euro. Tempi duri, infine, anche per i ‘finti poveri’: gli oltre 2.200 accertamenti eseguiti con il redditometro hanno scoperto una maggiore imposta di oltre 32 milioni di euro, in linea con il risultato del 2009, mentre è cresciuta del 73% la maggiore imposta definita (quasi 12 milioni di euro), segno dell’ottima qualità dei controlli.
Per il direttore regionale delle Entrate, Antonino Gentile, c’e’ “una maggiore inclinazione alla condivisione dei recuperi, a dimostrazione della qualità degli accertamenti realizzati. La strada da seguire è quella dell’incrocio delle banche dati e della programmazione selettiva che individui i soggetti con un più elevato tasso di pericolosità fiscale, a tutela di chi adempie invece al proprio dovere contributivo”.

