
I nostri leghisti e alcuni politici fanno finta di non capire: il problema non sono i profughi ma i migranti da paesi non in guerra. Dei 25 mila sbarcati a Lampedusa solo 2 mila sono profughi. E a questi va data accoglienza senza se e senza ma, nel quadro stabilito dall’accordo Stato-Regioni-Enti locali del 30 marzo. Con il resto che si fa? Si continua a tenere la linea del Ministro Maroni che non vuole inviare migranti in Veneto, Lombardia e Piemonte per non dimostrare il totale fallimento della gestione dell’emergenza Mediterraneo a poco più di un mese dalle elezioni amministrative?
E i leghisti di casa nostra cosa dicono? Ci stanno a considerare l’Emilia-Romagna regione di serie B? Pensano forse che debbano essere le regioni non-leghiste (o la Francia, o la Germania) a risolvere il problema di migliaia e migliaia di migranti che sono stati portati nelle tendopoli e poi lasciati scappare? In questa situazione, a Modena, quale sarà il passo successivo? Cosa diranno i soliti fluviali dichiaratori della Lega (e del Pdl)? Che è colpa del buonismo della sinistra e che tocca a Marino e Pighi fermare l’insediamento o il transito di molti migranti nei nostri territori?
Sia chiaro: a noi (e ai cittadini italiani) dei problemi di Maroni con i popoli padani non importa un fico secco. E ribadiamo che l’accoglienza dei migranti deve avvenire a certe condizioni: a) accordo (vero) con Tunisi su stop alle partenze e rimpatri; b) permesso di soggiorno temporaneo secondo l’articolo 20; c) niente sovraffollamenti pericolosi nelle nostre strutture (CIE, Caserme) e niente tendopoli; d) coinvolgimento di tutte le Regioni, con la sola esclusione dell’Abruzzo, quindi anche Veneto, Lombardia, Piemonte; e) costi a carico del Governo.
Senza queste condizioni sarebbe la vittoria della demagogia sulla responsabilità, della propaganda sulla necessità di adottare strategie credibili e praticabili per la soluzione dei problemi. Tutto il contrario di quanto visto fino a oggi».

