
Per questo lavoro Celestini ha lavorato sui ricordi di suo padre rispetto ai fatti del Quadraro e all’ultimo giorno di guerra nella capitale. Le vicende di quella intensa giornata si snodano tra bambini che rischiano la vita per una cipolla, maiali che finiscono sottoterra, barbieri dalle mani belle, poi tedeschi, fascisti, americani, russi, scimmie e mosche.
Si delinea un percorso narrativo che traccia una mappa reale della città di Roma, intrecciando ricordi di racconti familiari e la Grande Storia, un racconto epico e popolare caratterizzato da strutture narrative sorprendenti, che scatenano nel pubblico flussi di immagini.
Si sorride e si ride, come nel miglior Celestini. Solo in scena, con pochi elementi che definiscono lo spazio, Ascanio tratteggia i tanti personaggi senza giudicarli, in una sorta di dilatata tolleranza.
Info e biglietti: 059.859665 – www.artivivehabitat.it

