
La Flc auspica che possano essere presto sbloccate le infrastrutture che interessano la Bassa Modenese, quali la Cispadana, che possano rendere il territorio più competitivo. Inoltre i sindacati chiedono che tutte le stazioni appaltanti dell’Area Nord aderiscano al protocollo sugli appalti pubblici firmato a Modena nel 1999 e aggiornato nel 2007, al fine di garantire regole certe nell’affidamento dei lavori pubblici e uno strumento di maggior controllo preventivo dei cantieri pubblici. «Abbiamo sollecitato i sindaci a utilizzare nelle gare d’appalto del sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anziché il massimo ribasso, come alcuni Comuni modenesi hanno già cominciato a fare. Inoltre – proseguono i sindacati – abbiamo affrontato il problema dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni per sottolineare quanto sia vitale oggi per le imprese regolari poter contare su tempi certi di pagamento per onorare i propri impegni verso i dipendenti e fornitori senza essere costrette a ricorrere al credito».
La Flc riconosce che l’attività di vigilanza sui cantieri da parte della polizia municipale dei Comuni della Bassa Modenese ha dato buoni risultati; tuttavia occorre intensificare i controlli per snidare le forme di lavoro grigio e nero che, a causa della crisi, si stanno diffondendo anche nell’Area Nord. Nell’incontro i sindacalisti degli edili hanno affrontato anche il tema della criminalità organizzata, le cui ramificazioni nel territorio sono sempre più evidenti. «Siamo al fianco delle istituzioni e delle altre parti sociali per evitare – concludono i segretari provinciali di Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil – che il nostro territorio subisca involuzioni negative e possa indebolire la sua capacità di reazione alle infiltrazioni criminali».

