
Nel 2010 in regione si sono messi in cerca di lavoro in media 117 mila persone (19.000 in piu’ rispetto al 2009) pari al 5,7% delle forze lavoro. Oltre 150 mila i giovani tra i 15 e i 34 anni (circa il 17% della corrispondente popolazione, 24,5 nella media nazionale) che sono risultati nè occupati, nè impegnati in un percorso scolastico e formativo. Rispetto al 2008 la quota di questi giovani – già soprannominati Neet (acronimo di not in education, employment or training) – è aumentata in Emilia Romagna di circa 6 punti (contro i 4 in Italia). I più colpiti dal fenomeno risultano i giovani con un diploma di scuola media superiore fuori dal lavoro e dal percorso universitario.
Dal rapporto Bankitalia, risulta inoltre che in Emilia Romagna la struttura familiare ha continuato ad assorbire lo choc negativo causato dalla mancanza di lavoro giovanile; mentre sono aumentate rispetto al 2009 le probabilità di trovare un impiego, è rimasto stabile il numero delle famiglie prive di redditi da lavoro (in totale 113.000, con 25.000 minori). Nell’anno, l’offerta di lavoro si è livemente ridotta, registrando un tasso di attività al 71,6% (-0,4%) rispetto all’anno precedente.

