
CHI E’ JONAH LOMU? (Auckland 12 Maggio 1975). Lomu è considerato come la prima superstar del rugby mondiale dall’avvento del professionismo. Giocatore dal fisico imponente (196 cm per 120 kg) ricopriva il ruolo di ala sinistra, nonostante la sua altezza fosse pari a quella necessaria per fare la seconda linea ed il suo peso potesse essere paragonato a quello di un pilone. Non era così abile tecnicamente, lasciava anche a desiderare sia sul piano difensivo che sul piano tattico, ma la sua forza fisica unita alla sua velocità (100 metri in 10,8 secondi), formava un’ala praticamente inarrestabile. Difficile da fermare, non di rado lo si poteva vedere puntare la linea di meta e, senza grossi cambi di linea di corsa, arrivare a marcare la segnatura mandando in fumo ogni tentativo di placcaggio. Alla fine del 1996 a soli 21 anni gli fu diagnosticata una rara forma di nefrite. Nel maggio del 2003, la New Zealand Rugby Football Union comunicò che Lomu avrebbe iniziato a sottoporsi a tre sedute di dialisi alla settimana, per via del deterioramento delle normali funzioni dei suoi reni. Gli effetti collaterali delle sedute di dialisi hanno causato grossi danni al sistema nervoso tra gambe e piedi, dunque secondo i medici avrebbe rischiato di rimanere sulla sedia a rotelle qualora non si fosse sottoposto ad un trapianto di reni. Il trapianto venne effettuato il 28 luglio del 2004, e presto Jonah annunciò di volersi allenare per tornare a giocare nel 2005. Il ritorno in campo in una partita ufficiale dopo l’operazione avvenne il 10 dicembre 2005.
JONAH LOMU E INVICTUS. Lomu ha ispirato il celebre film con fatti realmente accaduti. La trama si sviluppa attorno agli eventi che ebbero luogo in occasione della Coppa del Mondo di rugby del 1995, tenutasi in Sudafrica poco tempo dopo l’insediamento di Nelson Mandela come presidente della nazione. Lo stesso Mandela, interpretato da Morgan Freeman, Jonah Lomu è fra i protagonisti del film, insieme al capitano della nazionale sudafricana di rugby (gli Springboks), Francois Pienaar (Matt Damon). La storia è ambientata in Sudafrica, nel periodo immediatamente successivo alla caduta dell’apartheid e all’insediamento di Nelson Mandela come presidente. Appena entrato in carica, Mandela si pone l’obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall’odio fra i neri e i bianchi afrikaner. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springboks, simbolo dell’orgoglio afrikaner e detestata dai neri, che proprio in seguito alla caduta del regime dell’apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l’orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano François Pienaar, facendogli capire l’importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks guidati dalla stella JONAH LOMU. Il successo della nazionale diventa simbolo della grandezza della neonata “Rainbow Nation”.

